giovedì 14 settembre 2017

Piggasus e il pianeta VegAMO al VeganFest di Bologna

Chi sono gli "Esserienti"? E perché invece che con "ciao" è meglio salutarci con "sonté"? Questi ed altri segreti spiegati durante la presentazione del libro "Piggasus e il pianeta VegAMO" al VeganFest di Bologna. Ecco il video!
Buona giornata!
Marilù Mengoni

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mercoledì 13 settembre 2017

Perché i vegani non mangiano le uova?


Una domanda che si sente spesso è: "Capisco la carne, comprendo il pesce... ma perché i vegani non mangiano le uova?" A questo proposito riporto un passo tratto dal mio libro "Cucina vegana e metodo Kousmine", Tecniche Nuove editore:
Le uova prodotte da galline allevate in batteria sono il frutto di una vita di sofferenza delle galline stesse. Ho letto articoli in cui si citava come pratica il taglio del becco (senza anestesia), in modo tale che le galline, stipate in ristrette gabbie adiacenti le une alle altre, non si potessero ferire tra loro. Per quanto riguarda i rischi per la salute, ci sono per le uova notizie controverse. In ogni caso possiamo dire che, a causa del loro guscio poroso, possono diventare facile “rifugio” per la salmonella. Inoltre un uovo contiene mediamente 200 mg di colesterolo.

Vi riporto infine un video di Essere Animali che mostra la vita delle galline negli allevamenti intensivi.
video

Le scelte si possono fare solo quando c'è la consapevolezza.

Marilù Mengoni
Biologa nutrizionista
Dott.ssa in Psicologia

http://www.tecnichenuove.com/libri/cucina-vegana-e-metodo-kousmine.html?acc=6512bd43d9caa6e02c990b0a82652dca
Puoi trovare il libro "Cucina vegana e metodo Kousmine" in tutte le librerie ed online:
sul sito dell'editore Tecniche Nuove
sul sito Macrolibrarsi

giovedì 7 settembre 2017

Risvegliare il metabolismo per mantenersi in salute



Buongiorno!
L'argomento di cui vi parlerò questa settimana è il metabolismo e tutto ciò che vi ruota intorno al suo corretto funzionamento.
Per metabolismo si intende l'insieme delle trasformazioni chimiche ed energetiche che si verificano all'interno delle cellule e ne garantiscono la conservazione, l'accrescimento, il movimento e il rinnovamento . Può accadere che il metabolismo si rallenti con conseguente aumento di peso corporeo.
Tra gli elementi che influiscono maggiormente sulla corretta funzionalità dell'organismo vi sono:
Stile di vita sedentario; riducendo l'energia necessaria per l'attività fisica, in questo caso poca o nulla, si va a rallentare di conseguenza il metabolismo
Sesso dell'individuo; l'uomo avendo una massa muscolare maggiore rispetto alla donna, ha un metabolismo più veloce. Nella donna si ha una minore massa muscolare e una maggiore massa grassa rispetto all'uomo
Menopausa; in questo periodo nella vita di una donna, si riduce la funzionalità tiroidea e di conseguenza la produzione di ormoni tiroidei, questo provoca quindi un rallentamento del metabolismo poiché questi ne regolano la funzionalità
Età; il metabolismo funziona correttamente fino ai 30 anni di vita, successivamente subisce un rallentamento crescente con il passare degli anni di vita
Alterata concentrazione di ormoni; la riduzione degli ormoni, adrenalina, ormone della crescita (GH), somatotropina (STH) e testosterone possono causare rallentamento del metabolismo.
Come possiamo quindi agire per risvegliare il metabolismo? Importante prima intervenire sugli elementi principali elencati in precedenza, che causano il suo rallentamento, successivamente adottare dei piccoli accorgimenti che possono aiutare moltissimo nel corretto funzionamento del metabolismo.
Iniziamo dall'alimentazione migliore per riattivare il metabolismo. Quotidianamente è consigliabile ridurre l'apporto di carboidrati e di zuccheri semplici aumentando l'apporto di proteine (legumi, semi, frutta secca) e di grassi (oli vegetali, avocado), questo porta ad un'accelerazione del metabolismo e minor accumulo di grassi . Non saltate mai i pasti  e fare piccoli spuntini durante il giorno, ad esempio a metà mattina e metà pomeriggio, così facendo il metabolismo è sempre attivo poiché il nostro organismo richiede energia costante per i processi digestivi innescati dall'assunzione di alimenti durante i pasti. Importantissimo fare attività fisica, perché non solo accelera il metabolismo per la maggiore richiesta di energia, ma va anche a ridurre la massa grassa aumentando la massa magra. Ottimo sarebbe riuscire a fare almeno mezzora di camminata veloce al giorno per mantenere ottimale o accelerare il metabolismo.
In natura esistono anche degli alimenti che possono aiutarci ad accelerare il metabolismo; oltre al cambiamento del proprio stile di vita, e questi sono: 

Peperoncino, agisce sul metabolismo grazie alla presenza di una sostanza chimica chiamata capsaicina, questa è in grado di svolgere un’azione stimolante sia sui processi metabolici che circolatori. Si è osservato che mangiando peperoncini piccanti aumenta la spinta metabolica del 25% per un periodo che può prolungarsi fino a tre ore. Con il peperoncino non solo si accelera il metabolismo; riduce anche lo stimolo della fame aumentando così il senso di sazietà che perdurerà più a lungo.

Cereali integrali come ad esempio il riso o l’avena, donano al nostro organismo energia in maniera graduale evitando così picchi insulinici alti, i quali si verificano con l'assunzione di zuccheri semplici. Assumere zuccheri semplici in eccesso porta ad una loro trasformazione in grassi; questo processo se protratto nel tempo può causare aumento di peso.
Le crucifere, ma in particolare i broccoli sono classificati tra gli ortaggi maggiormente in grado di aiutare il nostro organismo nei processi di depurazione e di eliminazione delle tossine prodotte e assunte dall'ambiente. Grazie al contenuto di una sostanza chimica denominata glucorafanina si è osservato un miglioramento del metabolismo e ridotto i livelli nel sangue di acidi grassi ad altri lipidi legati all’infiammazione.

Zuppe e minestre, grazie a studi effettuati di recente presso la Penn State University è stato dimostrato come l’assunzione bilanciata di cibi liquidi insieme a cibi solidi sia in grado di aumentare il senso di sazietà, apportando inoltre le proprietà benefiche dei cereali legumi e verdure impiegati nella preparazione di zuppe e minestre.


Il tè verde, è una bevanda che accelera il metabolismo rendendolo più efficiente, per via del suo contenuto elevato di sostanze antiossidanti, in grado di svolgere una potente azione anti-invecchiamento sui tessuti e sugli organi del nostro corpo.



Tra le spezie e gli aromi: cannella, pepe di Cayenna, pepe nero, cipolla e zenzero sono quelle ritenute maggiormente in grado di stimolare l'attività del metabolismo. Sembra che le spezie dal sapore più piccante e pungente garantiscono risultati migliori nell'accelerazione del metabolismo. Uno studio canadese ha osservato che chi assume regolarmente spezie sia in grado di bruciare quotidianamente fino a 1000 calorie in più rispetto a chi non le consuma nella propria dieta.

 Gli agrumi  grazie al loro elevato contenuto di vitamina C sono in grado di mantenere sotto controllo i picchi insulinici, facendo in modo che l’organismo svolga regolarmente le proprie funzioni metaboliche, favorendo così lo smaltimento di eventuali grassi in eccesso evitandone l'accumulo che si verifica in caso di picchi insulinici alterati.


Abbiamo visto insieme tutto ciò che può essere fatto per mantenere al meglio l'efficienza del nostro metabolismo, non tocca che iniziare a prendersi cura di noi stessi.
Al prossimo articolo!!!

Mariagrazia Vigliarolo
Biologa Nutrizionista
Membro del Comitato Scientifico di AssoVegan

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lunedì 4 settembre 2017

La frutta e la verdura di settembre

Voglio un settembre rosso come l’amore,
giallo come il sole ancora caldo nel cielo,
arancione come i tramonti accesi al finire del giorno,
porpora come i granelli d’uva da sgranocchiare.
Voglio un settembre da scoprire, vivere, assaggiare.
Stephen Littleword
 
Ed ecco qua cosa assaggeremo in questo bel mese, assaporandolo attimo dopo attimo:
 La frutta
Albicocche, angurie, fichi, fichi d'india, meloni, mirtilli, more, nespole del Giappone, pere, prugne, pesche, lamponi, ribes, uva, uva spina.

La verdura

Bietole, cavolfiori, cavolo cappuccio, cavolo verza, cetrioli, cicoria, cipolla, fagioli, funghi, lattuga, melanzane, patate, pomodori, peperoni, piselli, rabarbaro, ravanelli, rucola, scalogni, zucchine.

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giovedì 24 agosto 2017

I quattro veleni bianchi



Buongiorno cari lettori,
oggi vi parlerò di argomenti visti in un’ottica diversa da come ve li presentano i mass-media: i quattro veleni bianchi e cioè, farina, zucchero, sale, latte.
Il colore bianco evoca alla nostra mente un pensiero di purezza, di buono di bello; ma in questo caso quando parliamo di questi alimenti, così non è.
Farina 00, zucchero, sale e latte animale; vengono definiti veleni per il loro effetto  che nel tempo hanno sul nostro organismo: sono infatti promotori del nostro malessere non soltanto fisico ma anche psichico.  Entriamo nel dettaglio di ogni singolo alimento.

Partiamo dal sale. Il comune sale da cucina che maggiormente si usa è il cloruro di sodio che ha origine dal sale marino; questo una volta raccolto subisce un processo di raffinazione che porta alla perdita di ben 82 elementi, tra questi importanti minerali quali calcio, magnesio, potassio e iodio: si ottiene così il sale a base di cloruro di sodio di colore bianchissimo. Questo sale ricco solo di sodio e di cloro, non solo è povero di elementi nutritivi ma causa anche un effetto di sottrazione, all'interno del nostro organismo, anche di altri minerali e microelementi presenti in esso. Oltre a questo effetto negativo, purtroppo, ne abbiamo molti altri dovuti al suo consumo eccessivo, infatti  in media ogni soggetto supera la dose massima di un kg all'anno di assunzione arrivando fino a 10Kg . L'uso eccessivo di sale è causato anche dal consumo di diversi prodotti confezionati, come snack, patatine che ne contengono in abbondanza. La sua assunzione eccessiva e duratura può provocare: pressione alta, cattiva digestione, insonnia, tic nervosi, stanchezza cronica, ritenzione idrica, perdita di calcio nelle ossa. Vedete un po’ quanti effetti ha sul nostro organismo l'assunzione di cloruro di sodio, di cui la dose massima giornaliera si dovrebbe aggirare intorno ai 4-5 g ma che viene superata  abbondantemente. Cosa possiamo fare per evitare queste problematiche? Ridurre l'apporto di sale aumentando le spezie e le erbe aromatiche che danno più sapore ai nostri piatti, abolendo il sale raffinato e sostituendolo con quello integrale che contiene molti più sali minerali quali; iodio, magnesio, potassio, calcio, ferro, ecc., che non ritroviamo nel cloruro di sodio, in più non essendo raffinato non abbiamo il rischio della presenza di sostanze chimiche utilizzate nella raffinazione del sale.

Passiamo allo zucchero, altro pericoloso veleno bianco. Fino ad alcuni anni fa lo zucchero veniva considerato come un componente energetico e salutare della nutrizione, indispensabile per il funzionamento del cervello, per fortuna oggi si è capito che non è la realtà dei fatti. Per ottenere lo zucchero bianco utilizzato nelle nostre tavole si parte dalla barbabietola o dalla canna da zucchero nelle quali si estrae il succo zuccherino grezzo che è sottoposto a complesse trasformazioni industriali. Il primo processo è una prima depurazione viene fatta con latte di calce, la quale provoca la perdita e la distruzione di sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio. Questo primo prodotto, successivamente, viene trattato con anidride carbonica per eliminare la calce che è rimasta in eccesso, e con acido solforoso per eliminare il colore scuro. Infine questo prodotto viene sottoposto a cottura, raffreddamento, cristallizzazione e centrifugazione. Si arriva così allo zucchero grezzo.
Nella seconda fase di lavorazione, lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e viene colorato con il colorante blu oltremare o con il blu idantrene. Si ottiene così lo zucchero bianco utilizzato per addolcire le preparazioni alimentari.
Basta leggere come viene prodotto questo zucchero, per capire che non è un prodotto salutare per il nostro organismo. Pensate che in media un italiano consuma 25 kg di zucchero l'anno, non soltanto aggiunto come dolcificante, ma anche attraverso il consumo di prodotti confezionati dolci e non, bevande zuccherine, ecc. E' necessario che lo sappiate: lo zucchero bianco per poter essere assimilato e digerito, ruba al nostro corpo vitamine e sali minerali (in particolare il Calcio e il Cromo) e le conseguenze di tale processo digestivo sono la perdita di calcio nei denti e nelle ossa, con l'indebolimento dello scheletro e della dentatura. Questo nel tempo favorisce la comparsa di malattie ossee quali: artrite, osteoporosi e carie dentarie. Altri effetti negativi dati dal consumo di zucchero bianco: provoca processi fermentativi con la produzione di gas, tensione addominale, alterazione della flora batterica, riduzione delle difese immunitarie, aggravamento dell'asma, acidificazione del corpo, promozione e peggioramento delle malattie cardiache, del diabete, dei calcoli biliari, dell'ipertensione e di alcuni tipi di cancro (mammario e ovarico).
Come sostituire lo zucchero bianco? Ottimo sarebbe non utilizzare nessun tipo di zucchero e ricominciare a percepire il vero gusto dei singoli alimenti, ma se proprio non si riesce a farne a meno, utilizzare la frutta, come la banana o  i datteri, per preparare i nostri dolci e addolcire le bevande con zucchero di canna integrale, che non subisce il processo di raffinazione sopra descritto.

La farina protagonista quotidiana delle nostre tavole. Si ottiene attraverso la macinazione industriale del chicco di grano, che comporta l'eliminazione del germe (contiene amminoacidi, acidi grassi, vitamine del gruppo B e vitamina E) e della crusca (parte esterna ricca di fibre). Tutto questo porta ad un prodotto povero di nutrienti, che è la farina raffinata, ricca solo di amido e glutine. La raffinazione della farina ed in generale l’utilizzo di carboidrati semplici, induce un’elevata risposta insulinica da parte del pancreas per eliminare il glucosio in eccesso. Questa risposta insulinica provoca ipoglicemia ed impedisce al corpo di utilizzare il grasso per produrre energia. La risposta elevata del pancreas continua nel tempo, causata dall'assunzione costante e abbondante di farina bianca e di zuccheri semplici, promuove l'insorgenza di diabete di tipo 2. Oltre all'elevata quantità di zuccheri, il glutine presente all'interno di queste farine quando lo introduciamo nella nostra alimentazione forma una massa glutinosa  che si muove lentamente attraverso il sistema digerente, causando sonnolenza e costipazione, inoltre il suo consumo elevato è stato deputato all'insorgenza di sensibilità al glutine. Tutto ciò si può evitare consumando prodotti a base di farina integrale, e se possibile di grani antichi, i quali contengono un quantità di glutine molto inferiore rispetto ai grani attuali.

Dopo sale, zucchero e farina passiamo al latte animale. Partendo dal fatto che il latte è specie-specifico e andrebbe consumato solo fino allo svezzamento, vediamo in dettaglio perché viene considerato parte di questi veleni bianchi.  Superati i due anni d'età, nel nostro organismo si riduce l'enzima lattasi che permette l'assimilazione del latte fino a scomparire. L'assenza di lattasi causa l'insorgenza di un'intolleranza che può generare: gonfiori, irritazione del tratto intestinale, coliche, allergie, ecc. All'interno del latte animale possiamo trovare numerose sostanze dannose e tossiche per il nostro organismo, che sono presenti già nella composizione naturale: ormone della crescita IGF-1 (promozione dei tumori), estrogeni (diminuzione testosterone negli uomini e promozione dell'endrometriosi nelle donne), albumina (artrite reumatoide), caseina e caseomorfine (acidosi metabolica); oppure presenti da contaminazione ambientale: micotossine dai cereali, erbicidi, insetticidi, antibiotici, batteri, ecc. Basta già leggere questo per considerare inadatto il consumo di latte animale. L'assunzione di latte costante e continuo porta all'acidificazione dell'organismo, con conseguente indebolimento dei diversi organi che lo costituiscono e promozione delle malattie cronico degenerative (diabete, malattie cardiovascolari, obesità, tumori, osteoporosi, ecc.) che affliggono in particolar modo il mondo occidentale. Facile quindi dedurre che l'ideale è non consumare latte animale, facilmente sostituibile, se si avverte la sua mancanza, con le numerose bevande vegetali presenti oggi in commercio, che ricordano dall'aspetto il classico latte vaccino (avena, soia, riso, cocco, miglio, ecc.). Le bevande vegetali non presentano questi effetti negativi imputati al latte animale e contengono i nutrienti necessari al nostro organismo senza incorrere in carenze nutrizionali in una dieta bilanciata.
Spero questo articolo possa fungere per voi come una sveglia e che vi porti a decidere meglio cosa sia meglio mettere nel vostro carrello della spesa per fare del bene al vostro benessere psicofisico.
Al prossimo articolo!

Mariagrazia Vigliarolo
Biologa Nutrizionista
Membro del Comitato Scientifico di AssoVegan
 


https://www.macrolibrarsi.it/libri/__piggasus-e-il-pianeta-vegamo-libro.php?pn=2658
http://www.tecnichenuove.com/libri/cucina-vegana-e-metodo-kousmine.html?acc=6512bd43d9caa6e02c990b0a82652dca



mercoledì 16 agosto 2017

I benefici straordinari della maca



Buona estate a tutte!!
Oggi, ho deciso di parlarvi di una pianta preziosa e dalle innumerevoli proprietà: sto parlando della maca peruviana. Vi starete chiedendo perché proprio la maca, quando la natura ci dà l’imbarazzo della scelta. Semplicemente, l’ho sperimentata recentemente su me stessa e sono stata sorpresa e molto soddisfatta dei benefici che mi ha dato: essendo una pianta adattogena, si adatta appunto alla costituzione personale e rende ogni corpo capace di rispondere efficacemente a diversi stimoli specifici presenti in quel momento. Ognuna di noi ha una diversa soglia di stress e lo vive in maniera personale e differente: affaticamento mentale e/o fisico, problemi ormonali, calo della libido, tristezza ed apatia, ansia…il corpo ha come obiettivo finale l’equilibrio,  contrastando questi momenti di affaticamento fisico e mentale.
Ecco perché ho deciso di raccontarvi un po’ di questa pianta, magari scoprite qualcosa che vi può essere utile, trarne spunto e testare gli effetti direttamente su voi stesse! Di seguito qualche informazione in più su provenienza, composizione e proprietà che rendono questa pianta  molto “femminile”.
Dovete sapere che la maca cresce sugli altopiani peruviani e boliviani, oltre i 3.500 metri in lande inospitali e selvagge della cordigliera andina, e proprio l’ambiente l’ha resa una pianta molto resistente e ricca di molti nutrienti: contiene proteine, aminoacidi essenziali, flavonoidi, carboidrati, fibre, vitamine del gruppo B (B1, B2, B6, B12), vitamina C, minerali tra cui ferro, calcio, fosforo, potassio, sodio, magnesio e zinco. La parte che viene utilizzata sono le radici, che vengono fatte essiccare e ridotte in polvere. E’ nota soprattutto  come tonico ed energetico,  e come un potente regolatore endocrino, infatti agisce su ipofisi ed ipotalamo e modula la produzione di differenti ormoni:  tra questi ricordiamo il cortisolo prodotto dalle surrenali in risposta allo stress psicofisico, e altri invece promuoventi il benessere fisiologico globale (ricordatevi che però non contiene ormoni ma ne regola la produzione!). Spero di ricordarle tutte, ecco per punti le innumerevoli proprietà:
  • E’ benefica sulla salute ormonale della donna, allevia diversi disturbi legati al ciclo mestruale: dismenorrea, sindrome premestruale, dolori mestruali, disturbi durante la menopausa;
  • Si è rivelata efficace in casi di infertilità, sia femminile che maschile;
  • E’ un potente antistress, come già detto modula la produzione di cortisolo e il sovraccarico surrenale;
  • E’ un afrodisiaco naturale, con risvolti benefici sulla coppia; 
  • Per le sportive, migliora ed ottimizza le prestazioni, favorendo i tempi di recupero e il ripristino delle condizioni fisiologiche a seguito di uno sforzo intenso;
  • E’ un potente antiossidante naturale contrasta l’invecchiamento e promuove lo smaltimento dei prodotti derivanti dall’ossidazione cellulare;
  • Incrementa le prestazioni fisiche e mentali, supportando i periodi di “super stress e super lavoro”, ( noi donne siamo molto brave a sovraccaricarci!), aiutandoci a mantenere costanti e alte le energie; 
  •  Promuove le difese immunitarie;
  • Tiene alto l’umore, contrastando depressione e apatia;
  • E’ un regolatore metabolico;
  • Rafforza i capelli e la crescita ossea, molto indicata soprattutto per le donne in pre e menopausa;
  • Aumenta la memoria, la concentrazione e la lucidità, che vengono meno proprio quando siamo stanche e un po’ giù di tono.
La possiamo trovare in pastiglie o in polvere, in questo caso è ottima da aggiungere a un frullato o a uno yogurt, nelle dosi indicate. Alcuni effetti sono visibili da subito, mentre per godere di un’azione più intensa (in particolare sotto il profilo ormonale), è consigliato assumerla con regolarità per almeno tre mesi, e dalla sospensione del trattamento i suoi effetti permangono per diverso tempo. In ultimo ci tengo a ricordare che ognuna di noi è unica e ascoltarsi è la chiave per capire se una cosa ci sta facendo davvero bene, se dobbiamo aumentare o diminuire la quantità o se non fa al caso nostro: chiedere consiglio a un esperto del settore è sempre buona cosa!

Veronica Casilli
Biologa, Consulente nutrizionale
veronica.casilli@hotmail.it

http://www.tecnichenuove.com/libri/cucina-vegana-e-metodo-kousmine.html?acc=6512bd43d9caa6e02c990b0a82652dca
 

Cucina vegana e metodo Kousmine

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