martedì 24 aprile 2018

Tic tac. Capire l'orologio interno del corpo: i ritmi circadiani

Sapevi che il tuo corpo ha una sua rete interna di orologi? Questi orologi biologici ti aiutano a sentirti vigile durante il giorno, affamato durante i pasti e assonnato di notte. Mantenere sincronizzati i cicli quotidiani o i ritmi circadiani del tuo corpo è importante per la tua salute.
"I ritmi circadiani hanno una grande influenza nel corpo", spiega il dott. Michael Sesma del NIH, un esperto di biologia circadiana. "Influenzano quasi ogni parte della tua fisiologia in un modo o nell'altro. Imparare come viene generato il ritmo è fondamentale per mantenersi in salute ".
I nostri ritmi quotidiani naturali sono sincronizzati con il sole. Un  sito nel cervello riceve input direttamente dagli occhi e coordina tutti gli orologi biologici nel corpo. Durante il giorno, invia segnali ad altre regioni del cervello per creare ormoni che ti aiutino a tenerti sveglio, aumentare la frequenza cardiaca e darti energia. Alla sera, quando la luce si attenua, attiva la produzione di un ormone chiamato melatonina. La melatonina ti fa sentire assonnato e ti aiuta a rimanere addormentato.
"Molte delle funzioni del tuo corpo e le normali attività quotidiane - come dormire, svegliarsi, mangiare e andare in bagno - sono modellate attorno a questo ciclo di 24 ore", spiega Sesma.
Le "impostazioni" del tuo orologio biologico sono determinate da specifici geni. Queste impostazioni possono influenzare la temperatura corporea, la pressione sanguigna, l'infiammazione (la risposta protettiva del corpo a lesioni o infezioni), la fertilità, l'umore e le funzioni cerebrali. Anche i tempi degli eventi  che interessano la salute possono essere correlati ai tuoi orologi biologici. Ad esempio, gli attacchi di cuore hanno maggiori probabilità di manifestarsi nelle prime ore del mattino, quando il livello di un ormone chiamato cortisolo inizia la sua crescita giornaliera.
I ritmi circadiani possono influenzare le abitudini alimentari, la digestione e il metabolismo (come il nostro corpo utilizza e immagazzina energia). I ricercatori hanno scoperto che mangiare più tardi nella giornata, più vicino a quando viene rilasciata la melatonina, può distruggere i ritmi naturali del corpo. Questo può portare ad aumento del grasso corporeo e del peso, che sono spesso associati a obesità, malattie cardiache e diabete.
È stato anche dimostrato che l'ora del giorno ha un impatto sull'efficacia e sugli effetti collaterali di alcuni farmaci, compresi quelli usati per curare il cancro.
Bisogna stare attenti a come potremmo alterare i ritmi circadiani. "La nostra società 24 ore su 24 crea sfide per i nostri orologi interni", afferma Sesma. "Ci sono molte situazioni moderne che possono disturbare i nostri ritmi, e alcuni possono contribuire a problemi di salute".
Per esempio, i turnisti che devono essere sul posto di lavoro dopo che il sole tramonta sono in disaccordo con i loro orologi biologici. Possono essere stanchi al lavoro, avere altri problemi. Gli studi dimostrano che i turnisti hanno un maggior rischio di avere malattie cardiache, disturbi digestivi, cancro, depressione e altri problemi di salute.
Viaggiare attraverso i fusi orari può anche disturbare i tuoi ritmi circadiani. Il cervello ha difficoltà ad adattarsi quando l'ora del giorno cambia improvvisamente. Il risultato è il jet lag.
"I ricercatori stanno prendendo in considerazione il momento della giornata e come sincronizzarsi con gli orologi del corpo per tutti gli aspetti che interessano la salute, anche il momento migliore per sottoporsi a interventi chirurgici su parti specifiche del corpo", afferma Sesma. Questi studi possono portare nuove conoscenze su una serie di disturbi correlati all'orologio interno, dall'insonnia e dal jet lag, al diabete.

(Fonte:  NIH - News In Health)

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lunedì 23 aprile 2018

Corsi di Psicoalimentazione a Bergamo e Cassano d'Adda (Mi)

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Dettagli del programma sul sito della psicoalimentazione.


La meditazione può aiutare chi soffre d'ansia e migliorare la salute cardiovascolare

Sembra una pubblicità: in una sola ora puoi ridurre i livelli di ansia e alcuni fattori di rischio per la salute del cuore. Ma uno studio recente mostra dati preliminari sul fatto che anche una singola sessione di meditazione può avere benefici cardiovascolari e psicologici per gli adulti con ansia da lieve a moderata.
John Durocher, assistente professore di scienze biologiche, presenta in questi giorni il lavoro di un team di ricercatori della Michigan Technological University sulla meditazione, la Mindfull, e la sua capacità di ridurre l'ansia, in occasione della riunione biennale sperimentale 2018 del 21-25 aprile a San Diego, alla quale partecipano circa 14.000 persone.
Dallo studio si ricava che 60 minuti dopo aver meditato i 14 partecipanti  mostravano frequenze cardiache a riposo inferiori. Inoltre, poco dopo aver meditato e anche una settimana dopo, il gruppo ha riferito che i livelli di ansia erano inferiori ai livelli pre-meditazione.
"Anche una sola ora di meditazione sembra ridurre l'ansia e alcuni dei marcatori per il rischio cardiovascolare", dice Durocher.
Mentre è ben documentato che la meditazione nel corso di diverse settimane riduce l'ansia, ci sono stati pochi studi di ricerca completi sui benefici di una singola sessione di meditazione. Il team di Durocher voleva capire l'effetto della Mindfulness sulla cognizione e sul sistema cardiovascolare per migliorare il modo in cui sono progettate le terapie e gli interventi anti-ansia.

Studiare gli effetti fisiologici della Mindfulness

Durocher ha dichiarato che lo studio è imperniato su un progetto di ricerca proposto dal neolaureato Hannah Marti. Marti, laureato al Michigan Tech con una laurea in ingegneria biomedica, inizierà la scuola di medicina a luglio presso il Medical College of Wisconsin.
Marti ha progettato lo studio di consapevolezza per includere tre sessioni:
  • Una sessione di orientamento durante la quale i ricercatori hanno misurato l'ansia utilizzando il Beck Anxiety Inventory (BAI) e condotto test cardiovascolari misurando la variabilità della frequenza cardiaca, la pressione sanguigna a riposo e l'analisi del polso;
  • Una sessione di meditazione che comprendeva la ripetizione del test cardiovascolare più la meditazione consapevole - 20 minuti di meditazione introduttiva, 30 minuti di scansione del corpo e 10 minuti di meditazione autoguidata - oltre a ripetere le misurazioni cardiovascolari subito dopo la meditazione e 60 minuti dopo;
  • Un test d'ansia post-meditazione una settimana dopo.
Durante una scansione del corpo, al partecipante viene chiesto di concentrarsi intensamente su una parte del corpo alla volta, iniziando dalle dita dei piedi. Concentrandosi su singole parti del corpo, una persona può allenare la propria mente a spostarsi da un'attenzione sui dettagli a una consapevolezza più ampia da un momento all'altro.

"Il senso di una scansione del corpo è il fatto che se riesci a concentrarti su una singola parte del tuo corpo, per esempio solo l'alluce, questo può renderti molto più facile affrontare qualcosa di stressante nella tua vita. Puoi imparare a concentrarti su una parte di essa piuttosto che stressarti su tutta l'altra parte della tua vita ", dice Marti.

I risultati della ricerca, anche se condotti per ora su un numero ristretto di partecipanti, sono incoraggianti. 
Un partecipante allo studio ha commentato che dopo la sessione erano tutti meno stressati rispetto a come si sono sentiti nell'ultimo decennio.

(Fonte: Science Daily)

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domenica 22 aprile 2018

7 azioni per un mondo migliore


Quando parlo della possibilità che ciascuno di noi possa fare la differenza e contribuire a creare un mondo migliore, molti ascoltano in quel momento le mie parole, ma poi distrattamente tornano in uno stato ordinario di rassegnazione. E' come se avessero da tempo gettato la spugna, oppure come se avessero delegato ad altri la possibilità di un risanamento, di un miglioramento delle condizioni dell'ambiente. E poi vedo altri fare no con la testa, in silenzio: come può una persona risolvere i problemi del mondo? Che potere può avere? Nullo, pensano, quindi continuano a fare le stesse cose, a commettere gli stessi errori. Se un elettrone o un protone si chiedessero questo, probabilmente smetterebbero di interagire e di creare la materia. Come può una nuvola elettronica delocalizzata, come può una "cosa" che a volte è una particella e a volte un'onda essere alla base di stati solidi, reali, concreti? Come può una goccia essere parte importante dell'oceano? Come può un solo uomo senza potere essere alla base di una rivoluzione, di un cambiamento? E' possibile solo se sente il potere che ha dentro, il potere di interagire con altri come lui e nell'unione concretizzare un'idea, ed è possibile anche nel momento in cui porta l'esempio e diffonde con amore questo agire. Se ciascuno di noi
smettesse di gettare plastica nel mare, non accadrebbe di vedere isole di questo materiale formarsi nell'oceano e delfini o altri mammiferi marini morire soffocati per questo. Se ognuno di noi smettesse di gettare cotton fioc di plastica nel proprio gabinetto, non si troverebbero queste distese di bastoncini colorati ad inquinare le nostre spiagge. Sono tanti gli atti che possiamo fare per creare un ambiente più pulito. Ciascuno di noi. Spegniamo le auto quando ci fermiamo, non gettiamo dal finestrino dell'auto carte o plastica o altri inquinanti. Se proprio ancora non si è pronti a smettere di fumare (e comunque per chi fuma è bene iniziare a pensarlo), almeno che i mozziconi non vengano sparsi nell'ambiente.

Sapete quanto tempo ci mette un mozzicone di sigaretta a degradarsi? Circa 2 anni. Una gomma da masticare? 5 anni. Una lattina di alluminio può arrivare a 100 anni, un pannolino usa e getta a 400 anni. Se fate un pic-nic e lasciate piatti e posate di plastica nell'ambiente, sappiate che potrebbero volerci fino a 1000 anni! E ricordate sempre che l'ambiente non è una cosa esterna a noi, il mondo non è "là", mentre noi siamo "qua"... Il mondo siamo noi!
Vi saluto con questa immagine in cui ho inserito qualche piccolo suggerimento per contribuire a ridurre gli sprechi e a salvaguardare al meglio l'ambiente... naturalmente sono solo 7 azioni, che siano l'inizio di una svolta.



http://www.tecnichenuove.com/libri/cucina-vegana-e-metodo-kousmine.html?acc=6512bd43d9caa6e02c990b0a82652dcahttp://psicoalimentazione.it/lettore-news/piggasus-e-il-pianeta-vegamo.html

sabato 21 aprile 2018

I batteri intestinali possono causare dolori articolari?

Sembra improbabile trovare un legame tra l'osteoartrite e i batteri nelle nostre viscere. Tuttavia, una nuova ricerca conclude che potrebbero, in effetti, essere collegati
L'obesità porta con sé una serie di rischi per la salute, tra cui il diabete e le malattie cardiovascolari. È anche intimamente legata all'osteoartrite. Spesso definita artrite "da usura", l'osteoartrite comporta la lenta degradazione della cartilagine o la  perdita totale del cuscino cartilaginoso tra le ossa delle articolazioni.
Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/articolazioni1.html
In Italia, l'osteoartrite colpisce più di 5 milioni e mezzo di persone ed è una delle principali cause di disabilità, a livello globale.  
Le persone che sono in sovrappeso mettono a dura prova le loro articolazioni: questo, si pensava, spiegava l'aumento del rischio di osteoartrite associato all'obesità. Un nuovo studio, pubblicato questa settimana sulla rivista JCI Insight, ha esaminato un meccanismo più intrigante che potrebbe collegare queste due condizioni: i batteri intestinali. Abbiamo miliardi di batteri che vivono nel nostro intestino. Sono vitali per una buona salute e, negli ultimi anni, i motivi di quanto siano vitali sono diventati sempre più chiari. I ricercatori del Medical Center dell'Università di Rochester di New York hanno cercato di esplorare quali legami potrebbero esserci tra dieta, obesità, batteri intestinali e osteoartrite, scoprendo che se gli intestini sono invasi da batteri proinfiammatori, vi è una carenza di quelli sani, come i bifidobatteri, ma la somministrazione di un prebiotico, l'oligofruttosio (grazie al quale i batteri benefici prosperano) ha permesso di ridurre l'infiammazione, anche quelle delle articolazioni.

"L'esperimento effettuato rafforza l'idea che l'osteoartrosi è un'altra complicazione secondaria dell'obesità - proprio come il diabete, le malattie cardiache e l'ictus, che hanno tutte un'infiammazione come parte della loro causa".

    Robert Mooney, Ph.D., professore di patologia e medicina di laboratorio

"Forse", aggiunge il prof. Mooney, "condividono tutti una radice simile, e il microbiota potrebbe essere quella radice comune".

(Fonte: Medical News Today)

 https://www.macrolibrarsi.it/libri/__cucina-vegana-e-metodo-kousmine-libro.php?pn=2658



venerdì 20 aprile 2018

Presenza nel mangiare: imparare a distinguere i veri segnale della fame

Non mangiamo solo per fame, ma spesso ci dirigiamo verso il cibo per il senso di appagamento che ci dà. A volte "mangiamo con gli occhi", attratti dalla bellezza e dalla forma di un certo alimento, oppure con le orecchie, quando ascoltiamo i rumori che provengono dalla nostra stessa masticazione e che ci possono dare un senso di intima soddisfazione. Il portare consapevolezza nel nostro pasto ci permetterà di sentirci soddisfatti, appagati e permetterà di vivere fino in fondo ogni istante della nostra vita.
Uno spezzone della conferenza tenuta al VeganFest di Lucca

giovedì 12 aprile 2018

I batteri che fermentano le fibre migliorano la salute dei pazienti con diabete di tipo 2

La lotta contro il diabete di tipo 2 potrebbe presto migliorare grazie a uno studio pioneristico sulla dieta ad alto contenuto di fibre condotto da un professore della Rutgers University-New Brunswick. 

La promozione di un gruppo selezionato di batteri intestinali con una dieta ricca di fibre diverse ha portato a un migliore controllo della glicemia, a una maggiore perdita di peso e a migliori livelli di lipidi nelle persone con diabete di tipo 2, secondo una ricerca pubblicata su Science. 
Lo studio, in corso da sei anni, dimostra che mangiare più fibre alimentari giuste può riequilibrare il microbiota intestinale, o l'ecosistema di batteri nel tratto gastrointestinale che aiuta a digerire il cibo che e sono importanti per la salute umana generale. 
"Il nostro studio pone le basi e apre la possibilità che le fibre, che prendono di mira questo gruppo di batteri intestinali, possano alla fine diventare una parte importante della vostra dieta e del vostro trattamento", ha detto Liping Zhao, autore principale dello studio e professore nel Dipartimento di Biochimica e Microbiologia, Scuola di Scienze Ambientali e Biologiche presso la Rutgers University-New Brunswick. 
Il diabete di tipo 2, una delle più comuni malattie debilitanti, si sviluppa quando il pancreas produce una quantità insufficiente di insulina - un ormone che aiuta il glucosio a entrare nelle cellule per essere utilizzato per produrre energia - oppure quando il corpo non usa bene l'insulina. Nell'intestino, molti batteri scompongono i carboidrati, come le fibre alimentari, e producono acidi grassi a catena corta che nutrono le nostre cellule di rivestimento dell'intestino, riducono l'infiammazione e aiutano a controllare l'appetito. Una carenza di acidi grassi a catena corta è stata associata al diabete di tipo 2 e ad altre malattie. Molti studi clinici mostrano anche che aumentare l'assunzione di fibre alimentari  potrebbe alleviare il diabete di tipo 2, ma l'efficacia può variare a causa della mancanza di comprensione dei meccanismi, secondo Zhao. 
Nella ricerca  Zhao e gli scienziati della Shanghai Jiao Tong University e Yan Lam, un ricercatore nel laboratorio di Zhao a Rutgers, hanno randomizzato pazienti con diabete di tipo 2 in due gruppi. Il gruppo di controllo ha ricevuto raccomandazioni educative e dietetiche standard per i pazienti. Al gruppo di trattamento è stata somministrata una grande quantità di molti tipi di fibre alimentari durante l'assunzione di una dieta simile per energia e per i principali nutrienti. Entrambi i gruppi hanno assunto un farmaco per aiutare a controllare il glucosio nel sangue. La dieta ricca di fibre comprendeva cereali integrali, cibi tradizionali della medicina cinese ricchi di fibre alimentari e prebiotici, che promuovono la crescita di batteri intestinali che producono acidi grassi a catena corta.
Dopo 12 settimane, i pazienti con una dieta ricca di fibre hanno avuto una riduzione maggiore della media dei livelli di glucosio nel sangue. Anche i loro livelli di glicemia a digiuno sono diminuiti più rapidamente e hanno perso più peso. Sorprendentemente, dei 141 ceppi di batteri intestinali che producono acidi grassi a catena corta identificati dal sequenziamento di nuova generazione, solo 15 sono stati potenziati dal consumo maggiore di fibre e quindi sono probabilmente i fattori chiave per una salute migliore. Sostenuti dalla dieta ricca di fibre, sono diventati i ceppi dominanti nell'intestino dopo aver potenziato i livelli degli acidi grassi a catena corta, butirrato e acetato. Questi acidi hanno creato un ambiente intestinale moderatamente acido, che ha ridotto la popolazione di batteri dannosi e ha portato ad un aumento della produzione di insulina e ad un migliore controllo della glicemia. Lo studio supporta la creazione di un microbiota intestinale sano come nuovo approccio nutrizionale per prevenire e gestire il diabete di tipo 2.

Fonte:  Science Daily

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mercoledì 11 aprile 2018

Andare in bicicletta può mantenerti giovane in molti modi

"I nostri risultati sfatano il presupposto che l'invecchiamento ci rende automaticamente più fragili"

Esercizi come il ciclismo possono frenare gli effetti dell'invecchiamento e mantenere le persone giovani, come ha scoperto un nuovo studio.
Le attività come andare in bicicletta regolarmente sembrano annullare l'ipotesi che diventiamo più fragili con l'invecchiamento, affermano gli autori della nuova ricerca.
Gli studi hanno confrontato i dati sui ciclisti dilettanti con adulti sani che non si allenavano regolarmente, scoprendo che quelli che stavano allenandosi sembravano conservare molte parti della loro salute.
I risultati hanno mostrato che i ciclisti hanno preservato la massa e la forza muscolare con l'età, mantenendo al contempo livelli stabili di grasso corporeo e colesterolo. Negli uomini, i livelli di testosterone sono rimasti alti.
Più sorprendentemente, gli effetti anti-invecchiamento del ciclismo sembravano estendersi al sistema immunitario.
Il  timo, che fabbrica le cellule immunitarie chiamate cellule T, normalmente inizia a ridursi dall'età di 20 anni. Ma si è visto che il timo dei ciclisti più anziani  generavano il maggior numero di cellule T rispetto a quelle dei giovani individui.
 Il professor Janet Lord, direttore dell'Istituto di Infiammazione e Invecchiamento presso l'Università di Birmingham, ha dichiarato: "Ippocrate nel 400 a.C. affermò che l'esercizio fisico è la migliore medicina dell'uomo, ma il suo messaggio è andato perduto nel tempo e noi siamo una società sempre più sedentaria. Tuttavia, è importante sottolineare che le nostre scoperte smascherano il presupposto che l'invecchiamento ci rende automaticamente più fragili. La nostra ricerca dimostra che ncoraggiare le persone a impegnarsi in attività fisica regolarmente per tutta la vita è una soluzione praticabile al problema che stiamo sì vivendo più a lungo, ma non in modo più sano".
I ciclisti maschi che partecipavano allo studio dovevano essere in grado di percorrere 100 km in meno di 6,5 ore mentre le donne dovevano percorrere 60 km in 5,5 ore.
Il gruppo che non si allenava era composto da 75 persone in buona salute di età compresa tra 57 e 80 anni e 55 giovani di età compresa tra 20 e 36 anni.
Il professor Stephen Harridge, direttore del Centro di scienze fisiologiche aerospaziali presso il King's College di Londra, ha dichiarato:
"I risultati sottolineano il fatto che i ciclisti non si allenano perché sono in buona salute, ma che sono in buona salute perchési sono esercitati per una gran parte della loro vita.
Ai loro corpi è stato permesso di invecchiare in modo ottimale, liberi dai problemi solitamente causati dall'inattività. Se si rimuovesse l'attività, la loro salute probabilmente si deteriorerebbe".

Fonte: Indipendent


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lunedì 9 aprile 2018

La meditazione è la risposta al declino cognitivo?


In uno studio approvato dal Dalai Lama, le persone che regolarmente meditavano sono state seguite per 7 anni. Gli autori concludono che la meditazione può migliorare le capacità mentali e proteggere dal declino cognitivo legato all'età.
Invecchiando, la nostra capacità cognitiva scivola lentamente. I deficit che ne risultano potrebbero influire sul ragionamento, la memoria e la velocità di elaborazione, tra le altre cose e possono anche influenzare la nostra capacità di concentrazione e focalizzazione.Dal momento che le persone in occidente stanno vivendo una vita più lunga, i ricercatori desiderano trovare i  modi per mantenere il nostro cervello sano e vigile più a lungo.
Per aiutarci a mantenere un forte focus, gli scienziati hanno sperimentato una serie di potenziali interventi - inclusi programmi di formazione cognitiva computerizzati e cambiamenti dello stile di vita. Anche la meditazione e la mindfulness hanno mostrato risultati promettenti. Ad esempio, si ritiene che la meditazione  sia in grado di potenziare una gamma di abilità cognitive, come la chiarezza mentale, la stabilità e la creatività, aumentando nel contempo il tempo di concentrazione.È importante sottolineare che la meditazione è facile da praticare a casa, relativamente economica ed è improbabile che causi effetti collaterali.Diversi studi hanno investigato sugli interventi mentali ed hanno dimostrato alcuni benefici, come una riduzione del "vagabondaggio mentale". Tuttavia, pochi hanno valutato se i benefici della meditazione possono durare per periodi di tempo più lunghi.

Meditazione a lungo termine
Negli ultimi anni, uno studio in corso ha tentato di colmare questa lacuna. Scienziati dell'Università della California, Davis (UC Davis), Centro per la Mente e il Cervello, hanno seguito un gruppo di persone che hanno frequentato un corso di meditazione 7 anni fa. Il loro studio è stato recentemente pubblicato sul Journal of Cognitive Enhancement.
Il "Progetto Shamatha" è stato guidato da Anthony Zanesco, un ricercatore post-dottorato presso l'Università di Miami, FL, che ha iniziato il progetto prima di iniziare il suo dottorato in psicologia alla UC Davis.
Il progetto ha seguito 60 meditatori esperti che hanno partecipato a due ritiri di meditazione presso lo Shambhala Mountain Center a Red Feather Lakes, CO.  I partecipanti sono stati istruiti da uno studioso buddista, insegnante e autore, B. Alan Wallace, del Santa Barbara Institute for Consciousness Studies in California. Durante i ritiri, i partecipanti hanno avuto due sessioni di meditazione di gruppo ogni giorno e, per il resto dei loro giorni, hanno meditato per una media di 6,75 ore aggiuntive.

I benefici della meditazione 
 
I partecipanti sono stati valutati prima, durante e subito dopo il ritiro. Quindi, sono stati seguiti a 6 mesi, 18 mesi e 7 anni. Alla fine dello studio, 40 soggetti erano ancora coinvolti, e tutti quanti riferivano che continuavano ad usare la meditazione  per una media di 1 ora al giorno. Subito dopo il ritiro, i partecipanti sono stati confrontati con un gruppo di controllo che aveva viaggiato a Santa Barbara, ma non faceva parte del corso. I meditatori hanno dimostrato miglioramenti nel benessere psicologico generale, nella loro capacità di far fronte allo stress e nel mantenere alta l'attenzione. Sette anni dopo, i vantaggi sull'attenzione erano ancora presenti in una certa misura, in particolare tra i membri più anziani del gruppo che praticavano la meditazione più spesso. Queste persone non hanno mostrato i livelli attesi di declino in capacità attentiva correlato all'età. 
Gli autori concludono: 

"Questi risultati forniscono prove iniziali, ma provocatorie, che la pratica di meditazione continua può essere associata a una moderazione del declino correlato all'età in componenti attenzionali noti per essere sensibili all'invecchiamento."
Anthony Zanesco 

Poiché i benefici basati sulla meditazione raggiungono il picco  immediatamente dopo i ritiri, Zanesco ritiene che questo potrebbe informarci su quanta influenza può avere la meditazione. Forse il massimo è stato raggiunto in questo intervento relativamente breve.

Precauzioni e potenziali problemi
Sebbene questo sia lo studio più ampio e più lungo del suo genere, sarà necessario un maggior approfondimento. Ci sono infatti alcune altre variabili da considerare. Con i dati attuali, non possiamo ancora concludere definitivamente che la meditazione fosse responsabile dei benefici che sono stati misurati dallo studio. Per esempio, chi  frequenta un ritiro di meditazione e continua a meditare è probabile che abbia altre differenze nello stile di vita, come una dieta più salutare e magari è anche più propenso a leggere libri sulla meditazionee e  la consapevolezza, che potrebbero influire sulle capacità cognitive e sulla visione generale della vita. 

(Fonte: Medical News Today) 

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domenica 8 aprile 2018

Migliora la vista con l'alimentazione

Il mangiare bene, sano, è una carezza che diamo a noi stessi, è un prendersi cura di noi, cogliendo le sottili connessioni tra ciò che ingeriamo con gli alimenti e il nostro stato di salute.
Anche gli occhi non si sottraggono a questa legge biologica: possiamo migliorare molte funzioni visive ponendo attenzione a ciò che portiamo in tavola. Molti sono gli studi che confermano questo e da recenti ricerche si comprende che certe problematiche inerenti la vista, come per esempio la degenerazione maculare senile, possono essere prevenute ricorrendo ad una dieta corretta: d’altro canto è intuitivo supporre che ciò che mangiamo venga scisso nel laboratorio del nostro corpo e le molecole così ottenute vadano a costituire le nostre cellule, i nostri tessuti, i nostri organi e quindi le funzioni connesse ad essi. 
 
È vero che abbiamo perso l’orientamento e come naufraghi vaghiamo tra il mare di alimenti che ci vengono pubblicizzati e proposti ogni giorno: cibi vuoti, devitalizzati, carichi di pesticidi, di additivi, preparati con farine che, macinate da troppo tempo, hanno perso il loro valore nutritivo. La stessa frutta e verdura che acquistiamo nei supermercati, spesso fuori stagione, può essere piena di fitofarmaci e di altre sostanze con cui sono state fatte crescere e sviluppare in modo non naturale. Inoltre hanno soggiornato così a lungo nelle varie celle frigorifere che hanno comunque dimezzato ed a volte anche annullato la quantità di certe vitamine indispensabili per il nostro organismo. Ecco dunque l’importanza di scegliere cibi freschi, genuini, provenienti da coltivazioni biologiche e biodinamiche, meglio se acquistati direttamente dal produttore. Naturalmente si può pensare che questo sia più semplice per chi vive nei piccoli centri, o in campagna, ma oggi non è più così: è infatti sempre più facile trovare, presso ormai quasi tutte le città, gruppi d’acquisto che si occupano di andare a cercare gli alimenti naturali direttamente nel luogo in cui vengono prodotti. Sarà così possibile portare nelle nostre tavole cibi salubri e ricchi di potere nutritivo. 
 
Fatta questa premessa cominciamo a comprendere che passare ad una alimentazione sana diventa un imperativo per chi vuole mantenere nel tempo la salute, anche dei propri occhi: alcuni alimenti hanno infatti la proprietà di agire contro i processi infiammatori che si generano continuamente nel nostro organismo. A questo proposito il mio suggerimento è quello di tenere conto anche dell’indice glicemico dei diversi alimenti: i cibi ad alto indice glicemico, quale pasta raffinata, patate, dolci industriali, pane bianco, zucchero, causano infatti un rapido aumento della glicemia, che determina un rilascio massiccio di insulina nel sangue. L’insulina a sua volta favorisce l’espansione delle infiammazioni nel nostro organismo.. e questo vale anche per i nostri occhi! Quindi diventa indispensabile imparare a controllare il livello di glucosio, e di conseguenza di insulina, nel sangue. 
 
Ma quale alimentazione è più consona per chi vuole migliorare la propria acuità visiva? 
 
Ci sono ormai sempre meno dubbi sul fatto che i nutrienti antiossidanti, quali la vitamina C, la E, lo zinco ed i carotenoidi, come la luteina e la zeaxantina presenti abbondantemente in molti tipi di frutta e verdura, contribuiscano a prevenire o perlomeno a posticipare nel tempo l’insorgenza di problematiche inerenti la vista e a contenere gli effetti negativi di molti agenti contingenti, come per esempio lo stress, il lavorare molto tempo davanti ad un monitor, l’inquinamento.

Passando ad una “giornata tipo” direi che l’alimentazione più indicata prevede una sana e nutriente prima colazione, nella quale sono presenti importanti principi nutritivi, uno spuntino di mezza mattina, un pranzo a base di abbondanti verdure crude e proteine vegetali, una merenda (per esempio un estratto di carote, mirtilli e zenzero) e una cena a base di cereali integrali, legumi e verdure. Tutti gli alimenti menzionati sono naturalmente da intendersi provenienti da colture biologiche.
 
Ecco quindi una lista di alimenti salva-vista, da introdurre nella propria dieta quotidiana, tenendo in considerazione la stagionalità
Aglio
Agrumi
Alghe
Asparagi
Avocado
Bacche (mirtilli, lamponi, more)
Bietole
Broccoli
Cannella
Carciofi
Carote 
Cavoli
Cicoria
Cipolle
Curcuma
Fragole
Germogli
Lattuga
Mele
Meloni
Origano 
Pere 
Piselli
Porri
Prezzemolo
Rosmarino
Salvia 
Sedano
Uva rossa
Zenzero
Zucca
 
Ecco un esempio di menù quotidiano che aiuta a migliorare la vista… e non solo.
 
Colazione: Crema Budwig, preparata secondo la seguente ricetta: 
In una tazza mettere 3 cucchiai di yogurt di soia  biologico, aggiungere 2 cucchiaini di olio di lino (da frigo) e sbattere bene in modo da emulsionare l’olio. Aggiungere mezza banana ben matura schiacciata con la forchetta, il succo di mezzo limone spremuto, 2 cucchiaini di semi oleosi appena macinati con un macinino da caffé (semi di lino o di girasole), 2 cucchiaini di cereali completi e crudi (grano saraceno o avena ben macinata), un cucchiaino di cannella appena macinata e frutta fresca (di stagione). Ottimi per migliorare le funzioni visive sono, quando di stagione, i mirtilli (Vaccinium mirtillus). 
 
Metà mattina: una mela o altra frutta di stagione

Pranzo:
Antipasto: insalata mista (esempio: insalata di lattuga, carote, sedano, cipolla condita con olio extravergine di oliva spremuto a freddo e sale marino integrale).
Secondo piatto:
burger vegetali di legumi (con curcuma e zenzero), oppure cereale integrale con verdure (esempio: broccoli, o asparagi oppure carciofi)
Contorno: verdure al vapore (a seconda della stagione, per esempio, cavolfiore, zucca, o cicoria)

Metà pomeriggio: della frutta fresca oppure una decina di mandorle (o altra frutta secca –non tostata), oppure un estratto a base di verdure (80%) e frutta (20%)

Cena:
Aperitivo: centrifugato preparato con 3 carote, 2 coste di sedano e 1 mela
Primo piatto a base di cereali integrali e legumi (Esempio: riso integrale con piselli, oppure farro e lenticchie, o grano saraceno con fagioli o orzo mondo con soia verde o ancora avena con ceci).
Si può anche optare per un piatto a base di cereali integrali con verdure, oppure polenta e vegetali. Ottimo è anche un minestrone completo di verdure e legumi. 
 
Nel dopocena si può sorseggiare una tisana preparata facendo bollire per 4-5 minuti delle scorze di limone insieme a 2-3 fettine di zenzero fresco. 
Naturalmente a questo programma alimentare deve seguire anche uno stile di vita sano, evitando il fumo, concedendosi delle salutari pause di relax e ricorrendo ad una regolare attività fisica, meglio se all’aperto.
 
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venerdì 6 aprile 2018

Le bacche potrebbero aiutare a combattere il cancro?


I composti presenti in alcune bacche potrebbero presto aiutare a curare il cancro e a rallentare il processo di invecchiamento. Secondo un nuovo studio, la magia risiede proprio nei pigmenti presenti nelle bacche, che  offrono una nuova visione dei meccanismi alla base del cancro. Pensiamo alla bellezza di una bacca appena colta. Parte di questa piacevolezza è dovuta ai loro pigmenti o antociani.
Particolarmente diffusi in mirtilli, mirtilli rossi, lamponi e ribes nero, le capacità antiossidanti degli antociani hanno affascinato i ricercatori per anni.
Gli antociani sono un tipo di flavonoidi e vi è una crescente evidenza che possano aiutare a proteggere contro alcune malattie umane, come le malattie cardiovascolari e il diabete di tipo 2.
 
Antociani e la loro influenza
Fino ad oggi, non si sapeva molto su come gli antociani potessero interagire e influenzare i percorsi molecolari nel corpo. È qui che arriva lo studio di oggi.
Di recente, un team di ricercatori della School of Pharmacy dell'Università della Finlandia orientale si è unito al National Institute on Aging negli Stati Uniti, esaminando specificamente gli effetti degli antociani su un enzima implicato nel cancro e nell'invecchiamento: la sirtuina 6 (SIRT6). Le loro scoperte sono state pubblicate sulla rivista Scientific Reports.
Le sirtuine regolano l'espressione di geni coinvolti in alcune vie di segnalazione cellulare. Invecchiando, le sirtuine - come molti di noi - smette di funzionare, il che può contribuire a una varietà di patologie.
Di questa famiglia di enzimi, SIRT6 è meno noto, ma si ritiene che sia importante nel metabolismo del glucosio. Come spiegano gli autori:
     "Poiché SIRT6 è stato implicato nella longevità, nel metabolismo, nella riparazione del DNA e nella riduzione della risposta infiammatoria, è un obiettivo interessante nelle malattie infiammatorie e metaboliche e nel cancro".

Bacche, geni del cancro e futuro
I ricercatori, guidati dalla dott.ssa Minna Rahnasto-Rilla, hanno scoperto che un tipo di antocianina, noto come cianidina, potrebbe essere di particolare interesse. Trovata nel mirtillo selvatico, nel lampone e nel mirtillo rosso, la cianidina ha dimostrato di aumentare la produzione di SIRT6 nelle cellule di ben 55 volte. Allo stesso modo, ha aumentato l'espressione dell'enzima nelle cellule del cancro del colon-retto.
È interessante notare che la cianidina ha diminuito l'espressione dei geni tumorali Twist1 e GLUT1 e ha anche aumentato l'espressione del gene FOXO3, che è un soppressore del tumore.
In altre parole, questo composto sembra ridurre l'attività dei geni che causano il cancro e potenziare l'attività dei geni che arrestano il cancro.
Quello su cui oggi si discute è se gli antociani che consumiamo sopravvivano al nostro canale alimentare entrando nelle nostre cellule, ma a prescindere da ciò, i risultati sono utili.

Fonte:  Medical News Today




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