mercoledì 30 marzo 2016

Articolo sulla rivista ELLE: come sentirsi più magre in 10 passi

Essere grassi è un’abitudine: si può cambiare solo diventandone consapevoli. Questo il nuovo approccio della psicoalimentazione, votata a scardinare i modelli che ci legano al sovrappeso. Nonostante le diete e i buoni propositi...

Passare da grasso a magro è un cambiamento che nel nostro inconscio può essere vissuto come una fatica destabilizzante», spiega Marilù Mengoni, nutrizionista, psicologa e autrice del libro Dimagrisci con la psicoalimentazione. «Per il nostro sistema emotivo infatti è più facile restare in una modalità insoddisfacente piuttosto che resettarsi per entrare in una nuova. E questa difficoltà è maggiore quando le nostre abitudini sono consolidate. Immaginiamoci una barca guidata da rematori decisi a raggiungere una meta. Se naviga dove la corrente è troppo forte, nonostante gli sforzi dei rematori la barca si dirigerà dove non volevano andare. Ebbene, la corrente depistante sono le abitudini e i rematori sono il desiderio di tornare in forma».

Ecco i 10 punti chiave sentirsi più magre

1 Prepararsi al cambiamento

Il primo passo è familiarizzare col nuovo e imparare a viverlo come opportunità invece che come rischio e fatica. A questo scopo, bisogna fare ogni giorno qualcosa di diverso dal solito. Per esempio, iniziare la giornata invertendo la successione dei gesti che si compiono ogni mattina (“accendere il cellulare-lavarsi-mangiare” può diventare “mangiare-lavarsi-accendere il cellulare”) oppure cambiare la strada che si percorre per andare al lavoro o provare un nuovo bar all’ora del cappuccino.

2 Svegliare il metabolismo

Iniziamo la giornata con la crema Budwig, un mix di cereali, semi e frutta che “risveglia” il metabolismo e aiuta a bruciare di più. Si prepara frullando 3 cucchiai di yogurt con 2 cucchiaini di olio di lino. Poi si aggiungono 1 cucchiaino di miele, succo di 1/2 limone, 2 cucchiaini di semi di girasole decorticati e 2 di grano saraceno, 1 frutto di stagione. I semi di girasole si alternano a 5-6 mandorle o 4-5 noci, il grano saraceno ad avena, orzo o riso integrale.

3 Meditare ogni giorno

Nulla di ascetico: si usa una meditazione dimagrante che prevede la ripetizione della parola slim (magro in inglese) come un mantra che parla direttamente all’inconscio e lo “programma” a dimagrire.

4 Farsi aiutare dai fiori

Il preparato Stress Stop dei Fiori Australiani (in vendita in erboristeria) riunisce in un’unica boccetta le acque floriterapiche utili a sedare la fame psicologica. «Va assunto tutti i giorni, 7 gocce al risveglio e 7 prima di dormire, sotto la lingua. In versione spray si spruzza invece in bocca nei momenti di fame nervosa o quando si è sotto stress».

5 Sostituire pasta e riso con cereali integrali

Mentre pasta, riso e tutti i prodotti con farina bianca sono poveri di elementi nutritivi, i cereali integrali restano una buona fonte di vitamine del gruppo B (necessarie per trasformare il cibo in energia invece che in ciccia), minerali e fibre che prolungano la sazietà e riducono l’impatto calorico del pasto. Cosa comprare? Riso integrale, quinoa, grano saraceno, miglio, farro, orzo, avena, segale. Per i celiaci, semaforo verde ad amaranto, grano saraceno (che non è un cereale, anche se usato come tale), miglio, quinoa o riso integrale.

6 Dissociare proteine e vegetali

«Mangiare proteine animali a cena significa acidificare troppo l’organismo in un momento – la notte – in cui l’intestino è meno attivo e si presta a fenomeni putrefattivi. I cereali integrali, invece, se mangiati a cena aiutano a dormire meglio». Ergo, consumare le proteine animali a pranzo, i carboidrati a cena. 
(...naturalmente per i vegani le proteine del pranzo sono ricavate da legumi, quinoa, tofu, tempeh, ecc. L'associazione ⅔ cereali+⅓ legumi è un ottimo abbinamento: i legumi sono solitamente (ma non tutti) carenti dell'amminoacido metionina, i cereali di lisina, abbinarli in questo modo compensa le rispettive carenze).

7 Coordinare desideri ed emozioni

Ogni desiderio può diventare realtà, a patto che la mente vada nella stessa direzione del cuore e della pancia. «A questo scopo bisogna riformulare i pensieri con parole che non depistino le emozioni», dice la psiconutrizionista. «Se ti dico “non pensare a tuo marito” la prima cosa che ti viene in mente cos’è? Tuo marito! Allo stesso modo pensare “non voglio esagerare, non voglio sgarrare” è come preparare la strada a una grande abbuffata perché l’inconscio legge il peso emotivo delle parole, non il loro significato logico. Quindi è importante pensare/ dire frasi che non contengano il termine “non” o parole legate a emozioni negative come problema, difficoltà, sacrifici, o la famosa frase “voglio perdere peso”. Perdere è qualcosa che non piace al nostro inconscio. Di solito, quando perdi qualcosa (le chiavi, il portafogli...) fai di tutto per riaverlo. Lo stesso vale per il peso».

8 Muoversi con piacere

Quando riprendi il gusto di stare bene, fare attività fisica diventa un desiderio naturale. Il trucco è sceglierne una che senti vicina al tuo modo di essere, così da poterti allenare con piacere almeno tre volte la settimana.

9 Mangiare con gusto

Consumare il pasto con la testa altrove è una delle abitudini più comuni e “ingrassanti” perché non permette di riempirsi a sufficienza anche quando si consumano porzioni abbondanti. Per nutrirci, infatti, dobbiamo assaporare tutto ciò che è contenuto nel cibo: la bellezza dei suoi colori, il profumo che emana, i gusti diversi che scaturiscono quando lo mastichiamo a lungo e gli diamo il tempo di entrare in contatto con diverse zone della bocca. Mangiare con consapevolezza ristabilisce quel contatto con se stessi che consente di “sentire” di quanto cibo si ha veramente bisogno.

10 Vivere con consapevolezza

Lo stress ci trascina nelle vecchie abitudini ingrassanti: per questo va tenuto costantemente sotto controllo praticando yoga o altre attività psico-equilibranti come tai chi, qi gong. Allo stesso modo è importante esercitarsi ad ascoltare le proprie emozioni, a riconoscerle, osservarle e accettarle per spezzare gli automatismi per cui il cibo diventa un compensativo automatico.

Grazia Pallagrosi, 30 Marzo 2016

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