Primo novembre, Giornata Mondiale Vegan

Si celebra oggi la Giornata Mondiale Vegan. Approfittiamone per approfondire qualche concetto base di questo stile di vita e approcciamoci senza giudizi né preconcetti. 
Intanto, cosa significa Vegan? Il termine fu coniato da Donald Watson, che ha lasciato questa terra nel 2005 all'età di 95 anni e che nel 1944 ha fondato la  Vegan Society, intendendo:
“una filosofia e un modo di vivere che cerca di escludere tutte le forme di sfruttamento e crudeltà verso gli animali (per il cibo, per l’abbigliamento o per qualsiasi altro scopo); e, per estensione, promuove lo sviluppo e l’utilizzo di alternative senza animali per il bene degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente. In termini dietetici denota la pratica di esclusione di tutti i prodotti derivati tutto o in parte da animali”.
Cosa dire dell'ambiente, rispetto alla scelta vegana? Vi riporto un passo tratto dal mio libro "Cucina vegana e metodo Kousmine":
L’economista Frances Moore Lappé, ha calcolato che in un anno, nei soli Stati Uniti, sono stati prodotti 145 milioni di tonnellate di cereali e soia che sono serviti per cibare gli animali di allevamento, da cui sono stati ricavati 21 milioni di tonnellate di carne, latte, uova. Facendo la differenza, si ottengono 124 milioni di tonnellate di cibo sprecato: il solo spreco degli Usa avrebbe assicurato un pasto completo al giorno a tutti gli abitanti della terra .
Oltre al consumo di risorse alimentari (e idriche), gli allevamenti intensivi di animali utilizzati per “produrre” carne (ho messo il termine produrre tra virgolette perché non mi sembra poi così corretto: gli animali hanno la carne, sono fatti di carne, non “la producono”) sono fonte di inquinamento: deforestazioni e degradazione del suolo, produzione di gas serra, perdita della biodiversità.
Ecco quindi che la scelta di non consumare alimenti animali può essere un atto di amore anche verso tutto il pianeta (in cui viviamo!).

Alto punto è la salute.
Per citare la posizione dell’American Dietetic Association: 
“le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete vegetariane totali o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusa gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, e per gli atleti”.
Quindi la dieta che esclude gli alimenti animali ha benefici sulla salute: la stessa American Dietetic Association, ha pubblicato una serie di dati, “Position of the American Dietetic Association ‘Vegetarian Diets’ - Technical Support Paper”, in cui viene descritta la relazione tra un’alimentazione vegetariana e la riduzione di rischio per moltissime patologie croniche tra cui: aterosclerosi, obesità, coronaropatie, ipertensione, diabete mellito, cancro del colon, cancro del seno e della prostata, osteoporosi, calcolosi renale e diverticolosi intestinale.
Per non parlare comunque dei benefici immediati che “si sentono” e questi li posso garantire per esperienza personale: vitalità, energia, senso di leggerezza.
Infine: amore per gli animali.
Si parte dal sentire che anche gli animali hanno un’anima, provano emozioni, e non solo quelli che teniamo nelle nostre case, come cani e gatti, ma tutti gli altri esseri che invece “usiamo” per i nostri appetiti. Il senso è riconoscere che non c'è differenza tra un cane, un gatto, un vitello o un maiale, ma è solo la nostra cultura a indicare alcuni come animali da compagnia e gli altri come cibo e quindi a farci indignare quando in altri luoghi della terra vengono utilizzati i primi come fonte di sostentamento. L'unico modo per uscire da questa contraddizione, ripeto, è vedere, comprendere, che non c'è alcuna differenza. Da qui la scelta di non recare volontariamente sofferenza a questi esseri senzienti, che non ci appartengono e che hanno tutto il diritto di vivere. 

Vi auguro un sereno Vegan Day!

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