martedì 26 dicembre 2017

Veganza alle Canarie. Cosa vedere... e dove mangiare :)


Eccomi qui, di ritorno da un bel viaggio alle Canarie. In particolare ho visitato Fuerteventura, Lanzarote e Gran Canaria (2 anni fa avevo percorso l'altro itinerario: Tenerife, La Gomera, La Palma). Come muoversi? Cosa vedere? E soprattutto... dove mangiare per chi è vegano? Ecco dunque qualche consiglio, ripercorrendo il mio viaggio.

Prima tappa: Fuerteventura
Prima di partire ho prenotato il mio pernottamento ideale, cercando su Booking.com la sistemazione residence/appartamento. In questo modo mi è stato possibile fare in casa sia la colazione che alcune cene evitando i ristoranti. Il mio alloggio si trovava a Corralejo, nota per il Parco Naturale con spiagge ventose e con le dune come Playa del Moro, grande attrattiva per i surfisti. Per arrivarvi abbiamo prenotato una macchina subito all'aeroporto, che abbiamo poi lasciato l'ultimo giorno a Gran Canaria.
Fuerteventura è un'isola bellissima, in cui si sente l'energia della Terra, vulcanica, in movimento. I paesaggi cambiano spostandosi da una parte all'altra e si trovano spiagge bellissime, come quella che vedete alle mie spalle e che si trova a El Cotillo. Proprio qui il mio primo incontro con un piccolo locale il "Fruit bar", che dispone di un'ampia varietà di smoothie freschi e dove si possono anche degustare panini vegani fatti con pane biologico! Una vera sorpresa. E' gestito da una giovane coppia di italiani, bravi e creativi: la lista di frullati e succhi è grandissima. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. 
A Corralejo, dove alloggiavo, si possono comunque trovare altri locali per mangiare "cruelty free", come il Baobab, che offre un'ampia scelta di piatti vegani, con prodotti tutti biologici, o il D.Sanchez Bar, veg burger restaurant, con i suoi burger vegani fatti in casa, insalate, salse e succhi freschi.

Da Fuerteventura una piccola tappa di una giornata è stata fatta all'isola di Lobos. Qui esiste un ristorante... ma non mi sono nemmeno avvicinata: viene cucinato pesce in tutte le salse. Per cui il consiglio per chi va all'isoletta (e che, naturalmente, è vegano), è quello di premunirsi portando con sé della frutta o dei panini da preparare prima di partire. E non dimenticate l'acqua! L'isola ha una natura incontaminata, si respira silenzio...
Dopo averla girata a piedi con facilità tutta, potete riposare un po' nella piccola spiaggia con un'acqua limpidissima, che si trova abbastanza vicino all'imbarco del traghetto: è qui che ho fatto un bagno spettacolare, in un mare fresco e pulito, al riparo dal vento. Una meraviglia!
Seconda tappa: Lanzarote
Anche se vi è bellezza in tutte le isole delle Canarie, è questa l'isola che mi ha attirato di più, con i suoi paesaggi fantastici che cambiano appena ti sposti un po': si passa da un ambiente vulcanico, lunare, con colori che variano dal nero al rosso cupo a quello di spiagge bianchissime, con un mare azzurro e trasparente. E non mancano cave naturali create dalla lava, grotte, picchi, valli, rocce scoscese sul mare. 
Qui abbiamo preso un apparamento a Los Cocoteros, un luogo ameno, lontano dalla folla e con grandi spazi intorno per correre o camminare la mattina presto. Con l'automobile a disposizione è poi facile visitare l'isola.
Merita una visita il Jardin de Cactus, opera di Cesar Manrique, l'artista più famoso di Lanzarote, in cui si possono trovare circa 4.500 esemplari di cactus di 450 specie diverse, ma anche laghetti e uno degli ultimi mulini a vento che rimane in piedi sull'isola, risalente agli inizi del XIX secolo, in cui veniva macinato il gofio, alimento  preparato con semi integrali vari tra cui mais, frumento e orzo, leggermente tostati e quindi macinati. Nel giardino, una sorpresa per noi vegani: c'è un piccolo punto ristoro, su una terrazza proprio sotto al mulino, in cui si può mangiare il Burger vegano di Cactus. Da sperimentare!
A Lanzarote ci sono moltissime cose da vedere. Rimanendo a Nord, una tappa va fatta al Jameo del Agua, nel Parco Naturale Malpaís de La Corona, il vulcano del nord dell'isola. Jameo significa "apertura": si tratta infatti di un ingresso in un tunnel che venne formato dalla solificazione dalla lava durante l'eruzione del vulcano, che avvenne circa 3000 anni fa. Qui filtrarono le acque dell'oceano, dando vita a un meraviglioso tunnel lungo 6 km (ma esplorato solo in parte), una delle cui aperture è proprio il Jameo del Agua, che è stato poi trasformato dalle mani dell'artista Cesar Manrique. Sono rimasta incantata e attratta dalla limpidezza delle acque del laghetto che si trova subito all'ingresso del tunnel, nel quale si può ammirare una costellazione di puntini bianchi: sono i granchi albini ciechi (Munidopsis polymorpha), illuminati dai fasci di luce solare che entrano da un foro presente in alto, sopra il laghetto. L'atmosfera è unica.
L'altra estremità del tunnel dà invece origine a una meravigliosa galleria sotterranea,  la Cueva de los Verdes, in cui si può entrare solo accompagnati dalla guida. All'interno, giù in basso, c'è lo spazio anche per un palco, in cui vengono organizzati spettacoli ed eventi. Al termine dell'esplorazione,  c'è una sorpresa ad attendervi. La guida ha chiesto di mantenere il segreto... e così faccio. Se andrete, ve lo gusterete meglio!
Altro punto da visitare è il Mirador del Rio, dal quale si ammira un panorama mozzafiato.
Altri luoghi che meritano di essere vissuti sono le spiagge del sud, come la Playa Mujeres o la Playa Papagayo, in cui ho fatto un bagno bellissimo, ma anche il Parco Naturale di Timanfaya (Montaña del Fuego), nel sud-ovest dell'isola. Qui l'ambiente è stato plasmato dai vulcani che per 6 anni dal 1730 e poi anche nel 1824 trasformarono l'isola con eruzioni infernali. Il posto è incredibile; l'unico inconveniente (per me che adoro camminare) è che non si può visitare a piedi, ma solo a bordo di autobus con cui fanno fare un giro con vista mozzafiato.
Per elencare altri luoghi che ho visitato nei 5 giorni dedicati a quest'isola: sono andata a El Golfo (lago verde), il cui colore è dovuto alle infiltrazioni di zolfo alla presenza di un’alga, la Ruppia maritima; ho camminato fino al cratere di un vulcano, visitato qualche vilaggio, tra cui Haria... e mangiato vegano in vari chioschi e ristoranti. Nell'area della Caleta de Famara (Teguise), sull'Avenida El Marinero, ho trovato El Sibarita (Bar, Tapas), in cui ho addentato un Veg Burger e dei falafel accompagnati da salse vegane.

Ad Haria, al ristorante "La puerta verde" ho invece assaporato una Moussaka vegana fatta con melanzane, pomodori, olive, mandorle, tofu e una salsa deliziosa: da leccarsi i baffi! Anche a La Santa, nel ristorante Alma, il menù prevedeva un'ampia gamma di scelte vegane. Ho optato per un'insalata di avocado, mele, barbabietola, pomodori, cetrioli e zenzero e un piatto in cui predominavano le melanzane. A Teguise ho cenato nel ristorante Hespérides: qui tra le scelte veg, ho preferito la quinoa con funghi, olive, mela e ravanelli, come dolce, una crema di Gofio.












Ho comunque spesso optato, come vi dicevo all'inizio, per i pasti fatti in casa... seguendo le regole Kousmine :)

Terza tappa: Gran Canaria
Gli ultimi giorni sono stati dedicati alla "scoperta" di Gran Canaria. Quest'isola è molto più popolata delle precedenti ed ha aree molto più turistiche, ma anche qui vi sono zone meravigliose e piene di fascino. L'appartamento affittato (un bungalow dotato di ogni comfort) si trovava a Maspalomas. La foto è stata scattata proprio fra le dune che fanno provare le emozioni del deserto: silenzio, il vento che alza la sabbia, i colori del Sahara.
La parte di Gran Canaria che ho amato di più sono stati i picchi, le montagne, anche se ho continuato a tuffarmi nell'oceano fino all'ultimo giorno di permanenza nell'isola. Luoghi magici sono le vette di Roque Nublo e di Pico de las Nieves, dove ci sono moltissimi sentieri per fare trekking. In uno dei miei spostamenti ho incontrato questo bellissimo gatto, che ha chiesto di essere accarezzato a lungo :)
Per quanto riguarda i pasti, qui ho soprattutto mangiato nel bungalow oppure frutta durante le escursioni e in un paio di occasioni ho cenato in un ristorante libanese che aveva una grande varietà di piatti vegani: babaganoush, hummus, involtini di foglie di vite ripieni di riso e molto altro ancora.
Tutto questo reportage spero vi sia utile, anche per comprendere che ormai è semplice continuare il proprio stile di vita anche in vacanza... Non ci sono più scuse! :-) Anzi, se si utilizza questo tempo per fare ancora più movimento... si può tornare più in forma di quando si è partiti.

Se avete trovato utile l'articolo, mi farete felice se lascerete qui sotto un vostro commento.


Buone feste a tutti!
Marilù





9 commenti:

  1. Wow...E di Tenerife che ci dici? Noi siamo stati un paio di anni fa che non eravamo ancora completamente vegani e abbiamo fatto fatica a fare spesa al Mercadona perché hanno troppe cose raffinate e a base di grano e zuccheri però spero che le cose stiano cambiando...articolo utilissimo...speriamo di poterci andare tra qualche anno...Al massimo ti chiederemo altre dritte!

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    Risposte
    1. A Tenerife sono stata anche io un paio di anni fa... anche allora avevo trovato ottimi posti per mangiare ed avevo optato per la casa/residence in affitto. Per le dritte... certamente!
      Buone feste!

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  2. Gran Canaria il 28 di Gennaio ci torno dopo esserci stata ad Ottobre.
    Terrò i tuoi consigli in considerazione!! Un abbraccio virtuale.
    Monica

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  3. Grazie Marilu' per avermi fatto rivivere emozioni e suggestioni di Lanzarote, isola magica .. Devo confessare che non ho cercato ristorantini vegani ... abbiamo mangiato dove meglio ci capitava, ma abbiamo gustato buone insalate con ortaggi del posto e zuppe vegetali o con legumi. Ho, invece, condiviso con te i cibi vegani del piccolo bar nel Giardino dei Cactus. Bellissimo !

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    Risposte
    1. Il consumare buone insalate e zuppe con legumi è ottimo. E sono d'accordo con te: Lanzarote è magica... Un abbraccio!

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