mercoledì 28 giugno 2017

Uno strumento da conoscere ed allenare: il pavimento pelvico



Il nostro corpo è l’espressione armonica del lavoro coordinato di muscoli, apparati, organi e visceri, siano questi visibili come un braccio o nascosti come il pavimento pelvico. Detto anche perineo, dal greco peri-naos ossia porta del tempio, è l’insieme di muscoli, membrane e legamenti (superficiali e profondi) che formano una rete romboidale estesa tra l’osso pubico ed il coccige, che chiude in basso anteriormente la cavità addominale e pelvica. Questa zona interviene nella minzione, nell’evacuazione, nella ritenzione, nella sessualità, durante il parto e la gravidanza. Ad oggi, secondo i dati del sistema sanitario nazionale, ben il 25% delle donne soffre di disfunzioni pelviche e si arriva a un 50% considerando quelle che non lo dichiarano, infatti per molte risulta difficile parlarne poiché si entra in una sfera intima ed affettiva. Il numero aumenta poi con l’età, in presenza di malattie, in conseguenza di traumi fisici (incidenti, parti..), in caso di patologie (metaboliche, ipertensione, depressione, diabete..).
Per molto tempo al pavimento pelvico non è stato dato il giusto peso come fattore influente sul benessere femminile , e solo recentemente è stato riconosciuto il ruolo fondamentale che  ha sulla salute della donna.  Oggi si cerca di sensibilizzare ed istruire le ragazze e le donne di tutte le età sull’importanza di mantenerlo tonico ed attivo, per favorire il benessere globale e prevenire diverse disfunzioni, tra cui le più note e diffusesono:

-Prolassi degli organi vescica, utero e retto;
-Incontinenze: urinaria, mista, fecale, da sforzo (starnutire, tossire, correre, saltare), da urgenza;
-Problemi sessuali (dolore, calo del desiderio, orgasmo);
-Disfunzioni pelviche causate da una postura scorretta, ipotonia o ipo-contrattilità del pavimento pelvico, infezioni ricorrenti alle vie urinarie, gravidanze e parti, squilibri ormonali, sovrappeso.
 
I motivi sopra elencati costituiscono una ragione sufficiente a indurre ognuna di noi a interrogarsi sulla consapevolezza che abbiamo del nostro pavimento pelvico, capire se è tonico, se lo usiamo correttamente, se lo sappiamo allenare e se lo facciamo in modo corretto. La rieducazione di questo muscolo è benefica a tutte le età, ed è da considerarsi prima di tutto uno strumento preventivo, poi una risorsa utile in caso di problematiche esistenti: una pelvi tonica ed allenata agisce sul benessere fisico e mentale della donna, ne aumenta la qualità della vita, l’autostima, la confidenza con il proprio corpo.  E’ una vera e propria panacea.
Un buon pavimento pelvico infatti favorisce il sostegno e la sospensione degli organi interni alla pelvi, influenza le capacità contrattile e rilassante degli sfinteri (uretrali e ano-rettali) agendo sulla continenza. E’ noto il suo ruolo attivo in gravidanza, tanto da essere soprannominato organo della nascita, sostiene il bambino durante i 9 mesi di gestazione ed interviene durante il travaglio e il parto. Non da ultimo è il ruolo chiave che il perineo gioca nella percezione sessuale: una muscolatura normo-tonica favorisce la sensibilità vaginale e il raggiungimento dell’orgasmo.
Passando all’atto pratico, va ricordato che questo muscolo lavora in sinergia con l’intero nostro corpo, in particolare con i muscoli addominali, i glutei e gli adduttori, quindi risultati ottimali si avranno quando l’allenamento sarà globale, a 360°. Le proposte oggi sono diverse: si va da corsi specifici sul pavimento pelvico, a discipline come il Pilates e lo Yoga particolarmente sensibili alla tonificazione di quest’organo inserendolo in un allenamento globale, o esercizi da eseguire in autonomia, famosi sono quelli proposti da Kegel. Per molte, inizialmente risulterà difficoltoso sentire e capire come contrarre il pavimento, ma non demordete: una volta che si è presa confidenza, potrete allenare questo muscolo ovunque ed in qualsiasi momento della giornata. I movimenti sono da eseguire con la vescica vuota,  vanno fatti in modo controllato, alternando fasi di contrazione a fasi rilascio (ognuna della durata di 5-10 secondi), per più volte al giorno.
Visto siamo tutte diverse fisicamente e abbiamo livelli differenti di percezione  e uso del proprio corpo, consiglio di fare una visita iniziale valutativa dal proprio ginecologo o ostetrica, poi  di affiancarsi ad un professionista nella fase iniziale, e solo successivamente eseguire gli esercizi indicati in autonomia, così da ottenere i massimi benefici.

Veronica Casilli
Biologa, Consulente nutrizionale
veronica.casilli@hotmail.it

https://www.macrolibrarsi.it/libri/__donne-sole-libro.php?pn=2658

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