mercoledì 31 maggio 2017

Il cervello femminile



Quante volte vi siete sorprese a fare tre o quattro cose contemporaneamente? Oppure vi è mai capitato di capire al volo una persona senza che questa pronunciasse parola? O ancora, di avere delle giornate estremamente felici e poco dopo cadere in una nuvola grigia di stress e preoccupazioni all’apparenza insuperabili?
Ha la forma di una grossa noce e storicamente ha un ruolo contrapposto al “cuore”, il cervello comanda tanto la razionalità quanto la vasta scala di emozioni viscerali umane.  Affascinante, misterioso, irrisolto nella sua complessità, pensate che tra quello maschile e quello femminile intercorre, sin dalla nascita, una differenza anatomica e funzionale dell’1%: la testimonianza che un piccolo valore può fare una grande differenza.
Il cervello della donna di oggi,  è il prodotto risultante dalla combinazione di caratteristiche biologiche ed ormonali – tra cui il ciclo mestruale, la gravidanza, l'allattamento, il parto, la cura dei figli- nonché dei ruoli sociali che tradizionalmente ha ricoperto nella storia. Diversi  studi confermano che lo sviluppo cognitivo, sociale e comportamentale del cervello femminile moderno, è il prodotto dell’adattamento di migliaia di anni: un’eredità non sempre facile da gestire, nella quotidianità di ritmi incalzanti e un ridotto (spesso assente) spazio personale in cui ricaricarci.
Ma, nel concreto, quali sono le principali caratteristiche che lo rendono diverso?

  • Il peso totale è inferiore, ma possiede un numero maggiore di neuroni nelle aree dedicate al linguaggio e all’ascolto;
  • E’ dotato di un numero maggiore di connessioni, e oltre a quelle interne allo stesso emisfero, ne possiede di trasversali che mettono in comunicazione la parte destra con quella sinistra: è grazie a queste che siamo davvero multitasking;
  • Risultano ben sviluppati l’ippocampo, principale centro emozionale e responsabile della formazione di ricordi vividi e particolareggiati;
  • Un ampio  circuito dedicato all’osservazione e l’interpretazione delle emozioni altrui, che permette la così detta “lettura delle espressioni del volto”;
  • L’amigdala, l’area più primitiva dell’encefalo e dalla forma simile a una mandorla, è la custode di paura, rabbia ed aggressività: nelle donne risulta più piccola determinando reazioni più pacate e meno istintive, ma si attiva più facilmente predisponendo maggiormente a stati di stress e apprensione.
Ed ecco confezionato il pacchetto “emotività, sensibilità ed empatia” che ci caratterizza: le parole del  neuro-psichiata Louann Brizendine sono esaustive in merito «le donne tendono a sviluppare doti uniche e straordinarie: una maggiore agilità verbale, la capacità di stabilire profondi legami di amicizia, la facoltà quasi medianica di decifrare emozioni e stati d'animo dalle espressioni facciali e dal tono della voce, e la maestria nel placare i conflitti».
Un vero e proprio dono, complicato e affascinante allo stesso tempo, che va tutelato dalla frenesia quotidiana: il rischio di voler soffocare questa nostra peculiare sensibilità perché percepita come ostacolo e limite piuttosto che come risorsa, è all’ordine del giorno. Risultato: fare nostra un’idea sbagliata di noi stesse, alimentata dalle difficoltà di comunicare ed essere capite. Quante volte vi sarà capitato?

Veronica Casilli
Biologa, Consulente nutrizionale
veronica.casilli@hotmail.it

Illustrazioni di Valentina Ferri
http://www.tecnichenuove.com/donne-sole.html?acc=6512bd43d9caa6e02c990b0a82652dca

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