domenica 18 dicembre 2016

Derivati animali in prodotti "insospettabili"

Oggi vorrei parlarvi di  derivati animali che si trovano in prodotti al di sopra di ogni sospetto. Questo per chi sta diventando (o è già) vegano per motivi etici, ovvero per chi non vuole arrecare danno volontario agli animali, ma anche per chi, per motivi di salute, non vuole proprio mangiarli.
Vi riporto quindi un passo tratto dal mio libro "Cucina vegana e metodo Kousmine" ed andiamo a vedere come insetti, ossa o grassi animali vengono aggiunti in alcuni prodotti.
Iniziamo dagli... insetti.

Lo sapete da dove deriva quel bel "rosso naturale", detto anche E120, che troviamo in alcune bevande o caramelle o rossetti? ecco qui la risposta
Il rosso cocciniglia è un colorante estratto dai corpi essiccati delle femmine di un insetto: Dactylopius coccus. Altri insetti utilizzati sono Porphyrophyra hamelis, Kermes ilicis, Margaroides polonia e Laccifera lacco.
Per produrre un chilogrammo di colorante occorrono circa 100.000 insetti.
Quindi, ogni volta che assumete prodotti di colore rosso, come caramelle, gelatine, alcuni sciroppi, liquori o bibite rosse, salumi stagionati (ma questo. lo so, voi non lo fate più), di fatto state mangiando una spremuta di insetti.
Questo colorante può anche essere presente in prodotti cosmetici, come rossetti e fard.
Oltre alle motivazioni di ordine etico, c'è anche da dire che in alcuni soggetti l’E120 può provocare reazioni allergiche ed è proibito in alcuni Paesi extra-europei.

Passiamo alla gelatina
La gelatina può essere di origine animale o vegetale, ma spesso non viene specificato nel prodotto.
Riporto cosa dice l'enciclopedia online Treccani alla voce "gelatina" (Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/gelatina/)
Prodotto di consistenza molle avente proprietà di dare per riscaldamento liquidi vischiosi che poi, per raffreddamento, si rapprendono in masse dure. Sono così indicati i colloidi liofili, che si distinguono in animali e vegetali a seconda della loro origine. G. animali: Sono prodotti d’idrolisi del collageno, il costituente proteico del tessuto connettivo della pelle e delle ossa degli animali. L’estrazione industriale si fa partendo, per es., dalle ossa sgrassate (g. di ossa), facendole bollire con acqua, in autoclavi, sotto moderata pressione, in modo da ottenere brodi di g. che, dopo epurazione e concentrazione, sono fatti raffreddare entro bacinelle così da ottenere masse gelatinose, poi ritagliate in lastre ed essiccate in ambienti ad aria condizionata. Si possono anche trattare le ossa con acido cloridrico, in modo da sciogliere le parti minerali lasciando inalterata la parte organica (osseina), che poi si scioglie in acqua a caldo; la soluzione depurata si concentra e si tratta come nel caso precedente. Varietà più fini si ottengono dagli scarti dei macelli (ritagli di pelle) o dai carnicci delle concerie ecc., che si lavano con acqua addizionata di latte di calce, si fanno poi bollire con acqua e le soluzioni si trattano come i brodi ottenuti dalle ossa. Le g. (o colle) di pesce si ottengono dalla vescica natatoria di vari pesci (storione ecc.) che, dopo lavaggio con acqua, si essicca al sole e la cui parte interna costituisce il prodotto del commercio. In commercio si trovano sotto questo nome anche prodotti ottenuti da residui animali scelti e depurati. 
Così potreste decidere di non mangiare animali... ma un bel giorno vi offrono una bella caramella gommosa e... zac! Avete ingerito del collagene. Ma dove è possibile trovare gelatina animale? Oltre alle appena citate caramelle, anche in alcuni vini, in gelati, dolci, cioccolatini e yogurt. Si può poi trovare in vari farmaci, in capsule o supposte.


Ed ora passiamo sotto lo scanner la glicerina. Anche questa può essere di origine vegetale o animale e si ottiene dai grassi. La glicerina può essere presente in saponi, dentifrici, ma anche in alcuni liquori. Non è obbligatorio scriverne in etichetta la derivazione, ma alcune aziende lo fanno per garantire l'assenza di quella di origine animale nei loro prodotti.



E che dire dello strutto? Questo grasso di estrae dall'addome o dai reni del maiale e viene utilizzato in molte preparazioni dolciarie, come le brioches o altri prodotti di pasticceria, ma anche in pizza al taglio, nel pane e in alcuni prodotti da rosticceria.


E sapete cosa è il sego? E' un grasso estratto da equini, ovini, ma soprattutto bovini. Dove lo possiamo trovare? In alcuni saponi, in alcune margarine, ma anche nelle patatine fritte... ebbene sì un altro motivo per non mangiarle! Alcune aziende, prima di imbustare le patatine, infatti, le immergono proprio nel sego.


Questa carrellata di informazioni vogliono essere solo un modo per aprire gli occhi, saperne di più e per dirigere così  la propria scelta verso un consumo consapevole... chi vuole continuare ad utilizzare questi prodotti lo faccia pure, però vorrei che anche gli altri, quelli che invece non lo vogliono, possano essere liberi di scegliere... e l'unico modo è "sapere". Una volta che si è acquisita l'informazione, si è liberi di fare le proprie scelte.


Puoi trovare il libro "Cucina vegana e metodo Kousmine" in tutte le librerie ed online:
sul sito dell'editore Tecniche Nuove
su Macrolibrarsi

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__cucina-vegana-e-metodo-kousmine-libro.php?pn=2658












1 commento:

  1. buongiorno,lo step 19 è perfetto per quello che volevo dire......ho scoperto che il vino contiene sostanze di origine animale.....non ho parole.io ne bevo pochissimo ma adesso dovrò cercare quello certificato vegan che esiste ma in numero molto limitato.

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