lunedì 12 marzo 2018

Allergie primaverili



 
Con l’avvicinarsi della primavera, le giornate sono più lunghe, il sole ci riscalda e ci aiuta a far risalire il tono dell’umore. Un momento positivo, dunque, ma non per tutti: da alcuni dati emerge che circa 6,5 milioni di italiani soffrono di rinite allergica, caratterizzata da naso che cola, occhi rossi e gonfi, starnuti. I principali “colpevoli”? I pollini di alcune piante che sono presenti nella nostra terra proprio in questa stagione. Ecco qui qualche esempio:
• betulla, da febbraio-marzo a maggio/giugno;
• parietaria, da marzo a luglio e settembre/ottobre;
• graminacee, da aprile a luglio, in certi luoghi fino a settembre;
• composite, da aprile a settembre;
• artemisia e ambrosia, da agosto fino a ottobre.
Cosa fare dunque? Anche se il fattore scatenante sono i cosiddetti “allergeni”, il principale imputato in questo processo all’allergia potrebbe essere il nostro intestino, dal momento che la microflora intestinale ha un ruolo chiave nello sviluppo e nel mantenimento del sistema immunitario. L’allergia è infatti una risposta anomala e spropositata  del sistema immunitario nei confronti di sostanze che non sarebbero di solito di per sé nocive per l’organismo, come determinati cibi, polvere o pollini, e numerosi studi hanno dimostrato che la flora intestinale di chi soffre di allergia è diversa da quella degli individui sani[i][ii]. Mantenere in salute il microbiota intestinale è dunque necessario per tenere lontane le manifestazione allergiche.
Ecco quindi che una sana alimentazione a base di cibi “vivi”, non trattati, più vicini possibile all’inizio della catena alimentare, quindi più vicino possibile alla terra, diventa un valido alleato che ci aiuta a  scongiurare queste manifestazioni primaverili. Naturalmente la dieta (dal greco “diaitia”, ovvero stile di vita) va fatta sempre, ovvero tutto l’anno: non dobbiamo infatti permettere al nostro intestino di andare incontro a fenomeni putrefattivi, altrimenti saremo costretti a ricorrere ai farmaci, che non sempre, tra l’altro, si rivelano efficaci. Per questo motivo accogliamo nelle nostre tavole verdura, frutta, cereali integrali, legumi. Ricordiamo anche di idratarci, quindi di bere durante il giorno, specialmente lontano dai pasti: una buona abitudine è quella di bere 1 o 2 bicchieri d’acqua naturale 15 minuti prima dei pasti principali.
Ma se ormai “il gioco è fatto” e ci ritroviamo con i sintomi dell’allergia? Come procedere? Ecco qui qualche consiglio:
  • Consumare prodotti ricchi di vitamina C, come il limone per esempio, il pompelmo o il kiwi;
  • Per questo periodo è bene evitare cibi ricchi di istamina, o che ne favoriscono il rilascio, come i pomodori, gli spinaci, il cioccolato, le banane, le fragole e gli alcolici (anche il vino);
  • Per minimizzare l’irritazione agli occhi può essere utile prendere un piccolo asciugamano, bagnarlo con acqua fredda ed applicarlo per almeno un quarto d’ora sugli occhi (se risulta più facile, al posto dell’asciugamano si possono usare delle garze), mentre è completamente sconsigliato strofinarli (peggiorano l’irritazione, e spesso anche sulle mani potrebbero essere presenti allergeni che fanno aumentare il sintomo); 
  • Assumere un buon probiotico per ripristinare la funzionalità della flora batterica, che potete aiutare anche consumando radice di zenzero, semi di lino macinati, olio di semi di lino (da frigo), mandorle e cibi fermentati (come per esempio il  miso o il tempeh).
  • Utilizzare il Ribes nigrum, potente antinfiammatorio ed antistaminico naturale: si assumono 30/50 gocce di tintura madre 2 volte al giorno per almeno 2-3 settimane consecutive.


[i]  Kalliomaki M, Kirjavainen P, Eerola E, et al. Distinct patterns of neonatal gut microflora in infants in whom atopy was and was not developing. J Allergy Clin Immunol 2001;107:129-34.
[ii] Björkstén B, Sepp E, Julge K, et al. Allergy development and the intestinal microflora during the first year of life. J Allergy Clin Immunol 2001;108:516-20.


L'articolo è stato pubblicato sulla rivista Crudo Style

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