sabato 13 dicembre 2014

SAI COSA SEI? SEI COSA MANGI!


Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo».
La Sacra Bibbia, Genesi 1,29

Già nella Genesi è scritto che il cibo dell’uomo è quello che produce la terra. In effetti, dai ritrovamenti fossili dei primi ominidi è proprio questo che si deduce.
Cosa sappiamo dei nostri lontani antenati?
Il primo bipede che conosciamo risale a circa sei milioni di anni fa: il ritrovamento in Kenya dei resti di questo ominide, Orrorin Tugenensis, risale al 2000. Nel 1994, nella Rift Valley etiopica era stato invece ritrovato il fossile di Ardipithecus Ramidus kadabba, risalente a circa 5,8-5,2 milioni di anni fa. Un suo “successore” fu l’Aripithecus Ramidus ramidus, risalente a circa 4,4 milioni di anni fa. Più “recenti” sono invece gli Australopitechi, che si situano nel periodo che va da 4,2 a 3 milioni di anni fa ed il cui primo rappresentante è l’Australopithecus anamensis. Dallo studio dei denti di questi nostri primi genitori, si deduce che non si cibassero di carne: se all’inizio i pasti erano costituiti da frutti, germogli, fusti teneri e foglie fresche, successivamente l’alimentazione fu ampliata, inserendo anche semi, frutta secca e prodotti vegetali molto duri.[1]
E’ solo con la scarsità di cibo dovuti al clima avverso, che l’uomo imparò a nutrirsi di animali: prima dei cadaveri lasciati inerti dai predatori, e dopo delle sue stesse prede. Se ci rifletti un attimo guardandoti allo specchio: ti sembra questo un corpo da predatore? Ma se per diventarlo abbiamo dovuto “attrezzarci”! Non abbiamo i denti canini lunghi ed aguzzi come quelli del carnivoro, anche la nostra forza non è proprio come quella della tigre! Quindi abbiamo dovuto inventare le armi. Adesso queste sono così “sicure” da permetterci di uccidere un pericoloso animale (come può essere per esempio un fagiano) da lontano. Semmai, guardandoci ancora meglio allo specchio, eravamo sì, ma prede!
Ma andiamo nei tempi più “recenti”.
In alcuni dei vangeli apocrifi si legge di un Gesù vegetariano:
“Sono venuto ad abolire i sacrifici e se non cesserete di fare sacrifici non si allontanerà da voi l’ira di Dio” (Vangelo degli Ebrei).
Nei Rotoli del Mar Morto si legge di Gesù che parla di amare e di avere compassione di tutte le creature del creato.                                          
Interessante questo passo, risposta di Gesù ai discepoli che lo criticavano per la scelta di non mangiare carne:
“In verità vi dico, all'inizio tutte le creature di Dio traevano il loro nutrimento solo dalle erbe e dai frutti della terra, finché l'ignoranza e l'egoismo dell'uomo non li trasformò in ciò che era contrario alla loro abitudine originale; ma perfino loro torneranno al cibo naturale; poiché così è stato scritto dai profeti, e le loro parole non sbagliano”.[2]
Rimanendo nell’ambito dei grandi movimenti religiosi, si trovano riferimenti alla scelta di non nutrirsi di animali già intorno al VI secolo, con l’induismo, ma anche nello zoroastrismo, nel gianismo, nel buddismo, nel taoismo.
Mi piace anche leggere passi di vegani della storia famosi, che ci hanno lasciato in proposito alcune riflessioni. Qui qualche citazione:
“Per ognuno il latte della propria specie è di beneficio, ma quello di altre specie è dannoso”.
Ippocrate, anno 377 a.C.
Lo stesso Ippocrate, medico greco che si cibava solo di alimenti vegetali, afferma ancora:
“La natura è Sovrana Medicatrice dei mali. Primo non nuocere. L’aria pura è il primo alimento e il primo medicamento. Nessun veleno serva mai a curare un malato!”.
Questo precetto, non nuocere, ovvero cibarsi solo di alimenti vegetali per ragioni etiche, si legge anche in Einstein: “Sono diventato vegetariano per ragioni etiche, oltre che salutistiche. Credo che il vegetarismo possa incidere in modo favorevole sul destino dell'umanità”.
Pitagora si chiede come si possa, con 
tanta abbondanza di cibo, fare ancora ricorso agli animali per nutrirsi: “Amici miei, evitate di corrompere il vostro corpo con cibi impuri; ci sono campi di frumento, mele così abbondanti da piegare gli alberi dei rami, uva che riempie le vigne, erbe gustose e verdure da cuocere. La terra offre una grande quantità di ricchezze, di alimenti puri, che non provocano spargimento di sangue né morte.”
E rincara la dose, con un parallelismo tra aggressività e violenza e l’uso di animali come cibo: 
“Gli uomini continueranno ad ammazzarsi fra loro fintantoché massacreranno gli animali. Colui che semina l'uccisione e il dolore non può raccogliere la gioia e l'amore”.
Leonardo da Vinci si domanda come l’uomo non  riesca ad accontentarsi dei cibi della terra: “Se realmente sei, come ti descrivi, il re degli animali – direi piuttosto re delle bestie, essendo tu stesso la più grande! – perché non eviti di prenderti i loro figli per soddisfare il tuo palato, per amor del quale ti sei trasformato in una tomba per tutti gli animali? [...] Non produce forse la natura cibi semplici in abbondanza che possano sfamarti? E se non riesci ad accontentarti di tali cibi semplici, non puoi preparare infinite pietanze mescolando tra loro tali cibarie?”
Infine, ma ne potrei citare molti di più, concludo con l’osservazione di Tolstoj, che vede nel passaggio verso l’abbandono della carne come alimento, una naturale conseguenza dell’evoluzione dell’uomo:
“Il cibarsi di carne è un residuo della massima primitività; il passaggio al vegetarismo è la prima e più naturale conseguenza della cultura”.




[1] Arsuaga J. L., I primi pensatori e il mondo perduto di Neandertal, Feltrinelli editore, 2001
[2] Tratto dal sito: http://web.tiscali.it/vitasenzacarne

1 commento:

  1. Ciao Marilu'. Forse ti potrebbe interessare questo articolo che ho scritto riguardo a questo argomento. http://www.veritaoltreilsistema.com/2012/05/vero-cristianesimo-e-vegetarianismo.html

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